Selezione e onboarding nelle PMI: strutturare l’ingresso dei collaboratori

Trovare il collaboratore giusto è l’unione di due processi: una selezione metodica e un inserimento strutturato.

In questo spazio risorse dedicate a imprenditori e figure HR per trasformare la ricerca di personale in un motore di crescita, riducendo il turnover precoce e i costi di un’assunzione sbagliata.

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Vuoi smettere di gestire la selezione del personale per tentativi?

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Il processo di selezione e inserimento lavorativo

La differenza tra selezione (recruiting) e onboarding aziendale

Nelle aziende spesso si tende a considerare il processo concluso nel momento in cui il candidato firma il contratto di assunzione. Dal punto di vista della gestione del personale per costruire un team solido è necessario presidiare due fasi distinte ma strettamente interconnesse:

 

  • La selezione del personale (recruiting): è la fase di attrazione e valutazione dei talenti. Parte dall’analisi delle necessità aziendali, l’analisi della mansione e delle responsabilità nel neo-assunto, passando attraverso la scrittura della Job Description e lo screening dei CV, e si concretizza nei colloqui conoscitivi e prove comportamentali volti a verificare le competenze tecniche e le soft skills. L’obiettivo è identificare il profilo giusto per le esigenze aziendale e per il team di lavoro già esistente, a cui proporre l’offerta di lavoro.
  • L’onboarding aziendale: è il percorso strutturato – che idealmente si sviluppa nei primi 30, 60 o 90 giorni – volto a rendere il neoassunto autonomo, produttivo e integrato. Non si limita al primo giorno di lavoro o al disbrigo delle pratiche burocratiche. Include il pre-onboarding (la comunicazione nel limbo temporale prima dell’ingresso), la formazione pratica sugli strumenti, il monitoraggio dello stato di benessere del neo-assunto e l’integrazione culturale attraverso l’allineamento ai valori aziendali.

Progettare queste fasi in modo sinergico è l’unico modo per fare leva sull’Employer Branding spontaneo della PMI, accelerare i tempi di inserimento e azzerare il rischio di dimissioni precoci durante il periodo di prova.

Schema del processo di selezione e onboarding per le PMI
Ritratto di Silvia Gazzotti consulente HR e psicologa del lavoro per aziende e PMI

L'approccio della psicologia del lavoro nella ricerca e selezione

Perché affidarsi a una Consulente HR per strutturare la ricerca del personale

Per un imprenditore o per chi si trova a svolgere la funzione di responsabile del personale in una PMI senza un ufficio HR dedicato, gestire questi passaggi può diventare frustrante ed economicamente rischioso. Affidarsi a un’agenzia di ricerca generica spesso significa ricevere una pila di curricula speculativi, senza un reale filtro sulla cultura interna.

Il mio approccio come Consulente HR e Psicologa del Lavoro si concentra sull’eliminazione dei bias di selezione e sulla creazione di un metodo ripetibile e su misura per la realtà organizzativa. Non mi limito a “trovare una risorsa”, ma affianco la direzione o i facenti funzione HR nel:

  • definire i bisogni organizzativi e le competenze soft e hard richieste prima di pubblicare l’annuncio
  • condurre colloqui di selezione focalizzati sulla reale motivazione e interesse del candidato
  • disegnare un piano di onboarding concreto, definendo obiettivi chiari per il periodo di prova e mappando i momenti di feedback

Strutturare la selezione e l’accoglienza con criteri scientifici e organizzativi permette di smettere di procedere per tentativi, proteggendo il clima aziendale e trasformando l’inserimento dei collaboratori in un investimento profittevole per l’organizzazione lavorativa.

Domande frequenti

I dubbi più comuni su selezione e onboarding dei collaboratori nelle aziende PMI

Cosa si intende per onboarding aziendale e quanto dura?

L'onboarding aziendale è il processo di inserimento e integrazione di un nuovo collaboratore in azienda. Si sviluppa in un arco di tempo che va dai 30 ai 90 giorni. Include la formazione sugli strumenti, l'affiancamento di un tutor (o buddy), il monitoraggio dello stato di integrazione del candidato e la comprensione dei flussi organizzativi, elementi essenziali per rendere la risorsa autonoma e produttiva al fine del superamento efficace del periodo di prova.

Qual è la differenza tra recruiting (selezione) e onboarding?

Il recruiting è la fase di attrazione, screening e valutazione dei candidati che si conclude con la firma del contratto di assunzione. L'onboarding inizia subito dopo (include anche il pre-onboarding) e rappresenta il percorso di accoglienza e formazione sul campo che trasforma il candidato selezionato in un membro effettivo e integrato del team di lavoro.

Come può una PMI ridurre il turnover precoce dei nuovi assunti?

Il tasso di abbandono nei primi mesi di lavoro si riduce drasticamente progettando un piano di onboarding chiaro. Definire gli obiettivi del periodo di prova, mappare i momenti di feedback aziendale e curare la comunicazione interna evita che il nuovo inserito sperimenti un senso di isolamento, una delle prime cause di dimissioni precoci nelle piccole e medie imprese, o poco supporto, altra causa che porta il professionisti a cercare altrove.

Cosa si intende per "candidate experience" e perché influisce sulla selezione in una PMI?

Per candidate experience di intende l'insieme delle percezioni e delle emozioni che un candidato vive durante tutte le fasi del recruiting: dalla lettura dell'annuncio di lavoro fino all'esito finale. Nelle PMI ha un impatto enorme: un processo di selezione lento, poco trasparente, frettoloso o privo di feedback danneggia l'employer branding aziendale. Al contrario, curare la relazione con il candidato – anche se non verrà assunto – trasforma la selezione in un veicolo di reputazione positiva sul territorio, facilitando le ricerche future e il passaparola positivo.

Candidati che spariscono (ghosting): come ridurre il rischio prima dell'ingresso in azienda?

Il fenomeno dei candidati che interrompono i contatti senza spiegazioni si contrasta presidiando la fase di pre-onboarding. Il momento che intercorre tra la firma della lettera d'intenti e il primo giorno di lavoro è una zona grigia rischiosa: se l'azienda scompare, il candidato si sente scoperto ed è più propenso a guardarsi attorno e ad accettare altre offerte. Mantenere una comunicazione attiva (ad esempio inviando in anticipo il piano dei primi giorni o definendo i dettagli logistici) fa sentire la risorsa accolta, riducendo drasticamente il tasso di abbandono precoce.

Qual è la differenza tra un'agenzia di ricerca del personale e la consulenza della psicologa del lavoro?

Le agenzie di somministrazione si focalizzano principalmente sul matching tecnico e sulla quantità di curricula inviati per coprire una posizione aperta. Spesso guadagnano a candidato idoneo presentato, o una percentuale sull'assunzione o il superamento del periodo di prova del candidato. La consulenza di una psicologa del lavoro adotta un approccio organizzativo e comportamentale: analizza i bisogni della PMI, valuta l'allineamento valoriale e progetta l'intero sistema di accoglienza supportando la funzione HR anche nella fase di scelta o chiarimento degli obiettivi. Lo scopo dell'intervento non è occupare una sedia vuota, ma supportare l'imprenditore affinché vengano fatte le scelte migliori per la crescita della struttura aziendale e la persona inserita rimanga produttiva e motivata nel tempo.

Come funziona il supporto di un consulente per il recruiting aziendale?

Partiamo dall'analisi delle esigenze aziendali e lavorative della committenza, per poi capire come intervenire. Si va dall'affiancamento durante il singolo colloquio di selezione (magari perché c'è qualche dubbio su un candidato già colloquiato in precedenza) alla strutturazione del percorso (costruendo prove pratiche e tecniche di screening dei candidati) alla creazione dell'annuncio al filtro delle candidature emerse, dal primo contatto telefonico all'ultimo colloquio in azienda(. In base alle esigenze e ai tempi decidiamo come procedere e che tipo di affiancamento prevedere in ogni fase: preparo un preventivo apposito e si parte. Con supporto in presenza o in videochiamata.

Che cosa è l'head-hunting?

L'headhunter (o cacciatore alle teste) è un professionista della selezione del personale che individua e contatta direttamente professionisti altamente qualificati, senza la creazione di un annuncio di lavoro visibile. A differenza del recruiting tradizionale, l'headhunting scova a candidati "passivi", spesso già impiegati in aziende competitor e non in ricerca attiva di lavoro, mirando a posizioni strategiche o altamente specializzate che sono difficili da trovare con un annuncio generico sui social o sul sito aziendale. Questo è una parte del servizio di HR Recruiting che possiamo strutturare e del quale mi occupo.

Non riesco a trovare candidati "motivati" che rimangano anche dopo l'assunzione, come mai?

A questo quesito non c'è una risposta univoca, serve approfondire cosa succede e come sono strutturati selezione e onboarding dei neo-assunti. Potrebbe essere un tema di ricerca del personale che non approfondisce le competenze ricercate o non filtra adeguatamente i candidati con prove pratiche ed efficaci. O potrebbe essere necessario migliorare e strutturare il supporto durante la fase di inserimento di analisi della prestazione del neo-assunto. O ancora di team di lavoro e cultura aziendale poco accogliente rispetto alle esigenze del professionista. O ancora di promesse fatte durante il colloquio non mantenute o non adeguatamente supportate da un piano di sviluppo condiviso. Lavorare con lo psicologo del lavoro permette di integrare tutte queste parti della gestione delle risorse umane, per lavorare in sinergia su più aspetti, qualora ci sia necessità di migliorare più aree organizzative.

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