Arriva un momento, nel percorso di crescita di un’attività o di un’azienda, in cui “fare tutto da soli” smette di essere un vanto e diventa un limite. Ma far entrare qualcun altro nel proprio ecosistema lavorativo è un atto di fiducia delicato (che sia un socio, un assistente virtuale o un dipendente).

Una collaborazione non fallisce quasi mai per mancanza di competenze tecniche, ma per un’errata analisi dei bisogni iniziale o per dinamiche comunicative non gestite. In questo articolo analizziamo come avviare e mantenere collaborazioni che portino valore reale, senza prosciugare le proprie energie.

Collaborazioni professionali: da dove partire

Molti professionisti cercano un collaboratore quando sono già con l’acqua alla gola o in “burnout da sovraccarico”, rischiando di scegliere la prima persona disponibile invece della più idonea.

Con la parola “collaborazioni” possiamo riferirci nel mondo del lavoro a molte situazioni diverse, che interessano aziende e professionisti.

Tipologie di collaborazioni professionali per aziende e professionisti

Sia per aziende che per professionisti c’è oggi molta scelta nelle modalità e tipologie di collaborazioni professionali. I collaboratori possono essere:

  • professionisti a P.Iva
  • collaboratori a chiamata (ad esempio assistenti virtuali) che alleggeriscano il lavoro e/o a cui delegare
  • stagisti o tirocini
  • nuovi dipendenti o collaboratori sottoposti
  • soci per costruire una attività più ampia

Capire se serve un braccio destro operativo o un consulente strategico è fondamentale per fare una buona analisi di ciò che serve, sia in termini di competenze che di rapporti di leadership tra le parti.

La scelta del collaboratore e l’analisi dei fabbisogni

Una buona collaborazione professionale inizia da una attenta analisi dei fabbisogni lavorativi.

Cosa serve oggi all’attività? E cosa potrebbe servire “in potenza” fra qualche mese o anno? Queste domande aiutano a definire i bisogni di selezione del personale, che sono importanti per definire i passi successivi e che tipo di collaboratore ricercare.

Trovare la persona giusta richiede metodo. Se l’attività è pronta per un salto di qualità ma non si può rischiare errori costosi nella scelta, con il servizio di HR Recruiting metto a disposizione un processo di selezione professionale.

Collaborazioni professionali e gestione dei conflitti comunicativi

Se una collaborazione non funziona come dovrebbe, spesso la causa è un “non detto” o una delega poco chiara. Spesso per migliorare i rapporti serve un intervento di manutenzione relazionale.

Partiamo attendendoci ad alcune regole di base:

  • rispettare l’altro, sia esso uno stagista o un altro professionista a P.Iva
  • non trattarlo come un semplice “dispenser” o fornitore, ma come una persona che può aiutare a crescere e dare idee proficue
  • trattare in generale il collaboratore come un professionista valido
  • curare la relazione in ogni caso, per creare passaparola positivo per l’attività o per trovare nuovi clienti o creare nuovi servizi

In generale i problemi di gestione della collaborazione sono spesso comunicativi:

  • difficoltà nel passaggio di consegne
  • mentoring inadeguato rispetto a valori e direzione dell’attività
  • poca chiarezza nei ruoli
  • micromanagement e controllo eccessivo
  • cattiva analisi iniziale dei bisogni di ciascuna delle parti

Un buon contratto scritto tra le parti aiuta a specificare tutti questi aspetti, ma spesso sembra una “ingessatura” superflua rispetto al contratto di lavoro, e si rimane su collaborazioni basate su accordi verbali (qui un approfondimento sulle possibilità tra professionisti a regime forfettario).

Interrompere la collaborazione o fare manutenzione alla relazione

È importante fare manutenzione alla comunicazione e alla relazione interpersonale: molto del rapporto il l’altro dipende da come comunichiamo e interagiamo, da cosa richiediamo e in che modalità.

Il bello delle collaborazioni professionali tra piccole attività o professionisti autonomi, è che possono essere aggiornate, interrotte e ri-progettate facilmente. Ma attenzione a non valutare subito l’interruzione del rapporto se qualcosa è andato storto.

E’ molto più difficile trovare un nuovo collaboratore (in termini di energie/tempo da spendere e formazione/affiancamento da trasferire) che fare manutenzione all’attuale. Interrompere il rapporto è poi spesso vissuto come una sconfitta in termini di tempo ed energie.

Come posso aiutare a costruire il team (o a salvarlo)

  • Vuoi avviare una nuova collaborazione? Se cerchi un processo di selezione solido, scientifico e che liberi dalla gestione pratica e valutativa, approfondisci il servizio di HR Recruiting in cui accompagno aziende e professionisti nella ricerca e scelta di collaboratori, anche facendo da filtro rispetto alla privacy.
  • Hai una situazione complessa da risolvere? Se una collaborazione in corso crea stress o se serve gestire un passaggio di consegne difficile, la consulenza singola è lo spazio veloce e pratico per trovare soluzioni immediate e ripristinare l’armonia lavorativa.