Nel panorama imprenditoriale odierno la vision è lo strumento fondamentale che definisce la direzione a lungo termine di un’attività. Senza una visione nitida, il rischio è quello di navigare a vista, reagendo alle urgenze del momento anziché guidare il proprio sviluppo.
Con questo termine intendiamo una visione positiva, la costruzione di nuova pensabilità positiva, secondo la teoria del Self Empowerment. L’idea è che si lavori su uno scenario futuro, già realizzato, in cui si è riusciti a ottenere ciò che si desidera.
Sebbene vengano spesso citate insieme, la vision è distinta dalla mission.
La mission risponde alla domanda: “Cosa facciamo oggi e per chi?”. Rappresenta l’operatività quotidiana, il focus presente e il valore immediato offerto ai clienti.
La vision risponde invece alla domanda “Dove vogliamo essere tra 1, 2 o 5anni?”. È l’immagine del futuro che ci impegniamo a costruire, l’impatto complessivo che desideriamo avere nel tempo.
Mentre la mission è il motore che permette di avanzare, la vision è la direzione che indica la rotta e i passi da compiere, ed evita dispersioni di energia.
Vision positiva con empowerment
“Costruzione da parte della persona di una prefigurazione mentale in cui la nuova possibilità auspicata è già messa in atto (si tratta quindi di una anticipazione), ed in cui la persona di vede e si sente in uno stato cognitivamente ed emozionalmente positivo. …è frutto di una costruzione, non di un’idea improvvisa, né di un flash mentale”
M. Bruscaglioni – Persona Empowerment (p.68)
Questo approccio rappresenta una risorsa metodologica fondamentale per orientare i processi decisionali e verificare la coerenza tra gli obiettivi prefissati e le reali aspirazioni professionali.
La costruzione di una vision chiara permette di canalizzare risorse ed energie verso il raggiungimento di traguardi concreti. È fondamentale fermarsi e investire tempo nella pianificazione di un’evoluzione migliorativa, invece che investire in azioni senza una direzione chiara, che sia motivante e piacevole da raggiungere.
Per approfondire dinamiche specifiche e ricevere un affiancamento mirato nel proprio caso professionale, è possibile scoprire i servizi di consulenza.
Perché serve costruire una vision positiva
Lavorare per costruire una vision, positiva e piacevole, e averla chiara, è importante per il nostro progetto professionale, autonomo o no. In particolare perché dedicare tempo alla costruzione della vision:
- muove energie
- fa venire voglia di fare
- aiuta a riconoscere le risorse interne ed esterne che servono per realizzarla
- fa scoprire nuovi dettagli che non sono ancora stati immaginati
- rende concreto ciò che prima era solo immaginato
- comprova del desiderio: ci piace ancora ciò che vogliamo raggiungere o meglio cambiare direzione?
Come costruire una vision che funziona
Quando si parla di costruire una vision positiva spesso si pensa a qualcosa di astratto, ispirazionale: una sorta di immagine ideale del futuro. In realtà, una vision che funziona davvero nella vita personale come nel lavoro nasce da un processo intenzionale, concreto e progressivo.
Definire una vision efficace richiede un processo di analisi profonda della direzione da prendere e di ciò che si desidera, e la capacità di guardare oltre i risultati immediati. Il punto è decidere quale direzione dare alla propria professionalità.
Per elaborare una visione che sia davvero stimolante e utile alla gestione del lavoro, deve essere:
- ambiziosa: deve rappresentare un obiettivo capace di motivare chi lavora con noi e attrarre collaborazioni in linea con i valori
- piacevole: deve essere qualcosa che ci motiva e ci piace tanto
- revisionabile: deve adattarsi ai nostri desideri e ai nostri cambiamenti interni, oltre che adattarsi alle evoluzioni del mercato e della tecnologia
Se non è facile da ricordare o non è piacevole pensare di raggiungerla, o non è davvero desiderata, non potrà fungere da guida nei momenti di incertezza.
Individuare una direzione, una meta
Costruire una vision significa dare forma a una direzione desiderata: chiarire cosa conta davvero, quali valori vogliamo incarnare, che tipo di esperienze vogliamo vivere e che ruolo vogliamo avere nei diversi ambiti della nostra vita. È un lavoro che richiede presenza, riflessione e scelte quotidiane, più che entusiasmo momentaneo.
La vision non si fa, si costruisce pezzo a pezzo con dedizione. Dettaglio per dettaglio. Caratteristica per caratteristica.
Definire la vision in tre fasi
Per tradurre l’ambizione professionale in una struttura definita, è possibile seguire questo schema analitico.
Proiezione degli scenari futuri
In prima battuta occorre immaginare l’attività nei prossimi anni, pensando alle possibilità che abbiamo davanti. Non concentrandosi su ciò che realisticamente è probabile, ma su ciò che ci piacerebbe accadesse. Se tutto andasse bene, come sarebbe il nostro lavoro fra X anni?
Identificazione di uno scenario privilegiato e piacevole
Oltre alle competenze tecniche, è necessario pensare a ciò che ci piacerebbe fare, a come immaginiamo noi stessi in quello scenario già realizzato, senza fare l’analisi di fattibilità sul quanto sia facile raggiungerla. Ci siamo già riusciti, siamo già lì e funziona: com’è?
Quali traguardi sono stati raggiunti? In che modo il mercato o il contesto in cui operano i clienti risulta migliorato grazie al contributo apportato?
Sintesi e conferma della direzione
Le riflessioni emerse vanno tradotte in un testo scritto, in modo da poterla revisionare a distanza di tempo. Evitando termini generici, occorre selezionare parole che descrivano con precisione l’impatto reale che si intende generare.
Come se dovessimo descrivere lo scenario già realizzato, come è e che caratteristiche ha.
Da questo punto si parte per costruire poi un piano di azione per raggiungere quello che abbiamo desiderato e scritto. Solo da questo punto si può identificare, a ritroso, quelli che sono i passi e le competenze che servono per raggiungere la vision.
Come lavorare su sé stessi
Lavorare su se stessi non significa “migliorarsi” in astratto né correggere ciò che non va. Significa imparare a leggere con maggiore consapevolezza il proprio modo di pensare, scegliere e agire, per orientarlo in una direzione che sentiamo coerente e sostenibile nel tempo. Questo aiuta a definire una visione positiva: non un pensiero ottimistico a tutti i costi, ma una rappresentazione del futuro che tenga insieme desideri, limiti, risorse e contesto reale.
Vision positiva e consapevolezza
Una vision funziona quando è sufficientemente chiara da orientare le scelte quotidiane, ma anche abbastanza flessibile da adattarsi ai cambiamenti. Per questo il lavoro su se stessi passa prima di tutto da alcune domande chiave.
Cosa voglio davvero costruire?
Non solo in termini di risultati, ma di qualità dell’esperienza. Che tipo di professionista vogliamo essere, che spazio vogliamo dare al lavoro nella vita, quali compromessi siamo disposti a fare e quali no?
Cosa sto già facendo che va in quella direzione?
Una vision non parte da zero: esiste già nelle scelte che stai facendo oggi. Riconoscerle aiuta a rafforzare motivazione e senso di continuità, invece di vivere i cambiamenti come discontinuità. Stiamo dando una direzione alle nostre scelte: quale vorremmo che fosse? Verso dove vogliamo tendere?
Cosa ci allontana dalla direzione che desideriamo?
Abitudini, convinzioni, automatismi relazionali o organizzativi possono remare contro anche alla migliore delle intenzioni. Lavorare su sé stessi significa anche imparare a individuarli, senza giudizio e con responsabilità, accettare i propri blocchi e le proprie paure. Non dobbiamo per forza farlo da soli, ma magari con un aiuto professionale che aiuti a individuare freni e risorse verso il progetto.
Vision e motivazione nel lavoro
Nel lavoro la vision ha un ruolo centrale: è ciò che tiene insieme identità professionale, scelte di business e tenuta emotiva nei momenti di incertezza. Senza una direzione chiara, il rischio è oscillare tra entusiasmo e stanchezza, cambiando rotta spesso o restando bloccati.
Se l’analisi autonoma non fosse sufficiente e emergesse la necessità di intervenire in modo più strutturato sulla vision professionale, è possibile richiedere una sessione di consulenza dedicata. Questo intervento permette di recuperare il senso e la motivazione, partendo dall’attuale per definire con precisione la direzione futura e il piano di azione per raggiungerla.