Stai cercando lavoro o vuoi metterti in proprio: è proprio necessario che tu prepari o aggiorni, il tuo Curriculum Vitae. Perché ti aiuta a fare chiarezza su quello che sai fare ma anche perché oggi il CV è uno strumento imprescindibile per la ricerca di lavoro.
Ma cosa scrivere nel Curriculum? Te lo spiego nel dettaglio nel corso online Trovare lavoro, dove potrai trovare anche una guida completa alla scrittura del CV.
Ma qui voglio darti qualche dritta. Non sempre è facile districarsi rispetto alle tante informazioni che ci sono in rete e la confusione che c’è in testa. Per una azienda va bene una cosa, per un altra altre cose.
E quindi come fare? Vediamolo assieme.
L’importanza delle competenze nel curriculum
Il cuore di un curriculum efficace non è l’elenco delle esperienze passate, ma l’evidenza delle competenze acquisite. Un selezionatore non cerca dove hai lavorato, ma cosa sei in grado di fare per l’azienda oggi.
Nel curriculum quindi evita:
- il semplice riassunto cronologico di ciò che hai fatto
- l’elenco delle esperienze senza evidenza di ciò che è importante nella selezione specifica
- di inviare un documento uguale per tutte le aziende, che mandi in massa senza distinzione e personalizzazione
Oltre il nome dell’azienda: il valore del saper fare
Le competenze possono essere acquisite in contesti eterogenei: lavoro, volontariato o progetti personali. L’importante è saperle declinare correttamente.
Come descrivere le competenze nel CV
Il centro del Curriculum sono soprattutto le competenze. Il tuo Cv deve parlare principalmente proprio di quello che sai fare. Importa molto meno il nome dell’azienda presso quale hai imparato quella capacità, perché potresti averla acquisita anche nel tempo extra-lavorativo, per esempio dando una mano a casa o facendo volontariato.
Ma importa quello che sai fare. Quindi scrivilo, non dare niente per scontato: dettaglia.
Cosa significa? Che non basta scrivere che sai lavorare con gli altri, ma serve mettere i dettagli del cosa hai fatto. E prepararti ad aggiungere ancora più dettagli ed esperienze concrete nel colloquio di selezione.
Ecco come strutturare le diverse tipologie di skill per risultare credibili.
Capacità e competenze comunicative e relazionali
C’è una sezione apposita nel CV (sto pensando al formato Europass o Europeo di cui ho parlato in questo articolo): Qualsiasi formato del CV tu scelga ricordati di descrivere bene le tue capacità e competenze sociali. Metto alcuni esempi di capacità relazionali, ed esempi di come è possibile dettagliare meglio:
- Capacità di lavorare in gruppo, maturata nel team di lavoro in cui ci occupavamo di progettare campagne social
- Buona capacità di adeguarsi ad ambienti multiculturali, conseguita grazie all’esperienza di lavoro all’estero
- Buona capacità di comunicazione e relazione col cliente, ottenuta grazie a esperienza come addetto alle vendite
Capacità e competenze organizzative
Anche questa è una sezione da dettagliare, e ricordarsi di inserire nel Curriculum. Descrivi le tue capacità e competenze organizzative, ad es.:
- Leadership (attualmente responsabile di un gruppo di 10 persone);
- Senso dell’organizzazione (esperienza nel campo della logistica);
- Buona esperienza nella gestione di progetti o gruppi.
Competenze tecniche e digitali
Inserisci software e strumenti specifici con il relativo livello di padronanza, evitando diciture vaghe come “buona conoscenza del PC”.
Se sai usare un programma, inserisci la dicitura corretta. Se sai gestire un gruppo di lavoro, scrivilo, anche se lo hai imparato con gli amici organizzando feste di compleanno. Dettaglia bene le tue abilità e non dimenticarne nessuna.
Può essere utile prima di scrivere il CV fare un elenco di tutte le cose che ti vengono in mente su un file di Word. Scrivi propri tutto, come un fiume in piena e non tralasciare.
Poi seleziona se necessario (non è necessario inserire che sai stirare bene se ti candidi come impiegato – ma se ti candidi come commesso può essere utile).
Scrivi il CV come se parlassi ad una persona che non sa nulla di te
Di conseguenza al punto precedente: spiega e dettaglia tutte le mansioni. Spesso mi capitano persone che dicono: “sì, beh, ho fatto l’impiegata”. Ma ti rendi conto, vero, che di impiegate ce ne sono 100 tipi diversi? E come hai fatto tu quella mansione in quella azienda, in un’altra realtà potrebbe essere stata un’esperienza completamente diversa?!
Quindi, bando alle generalizzazioni, specifica e dettaglia. Non dare per scontato la funzione di un certo programma, o il nome tecnico di un documento: spiegalo. Con termini professionali, ovvio, ma come se parlassi a un adulto che conosce poco quello che sai fare.
Un po’ perché il selezionatore potrebbe essere un dipendente di un’agenzia per il lavoro (APL) che si occupa di intermediazione professionale e non conosce nel dettaglio tutti i lavori del mondo. Un po’ perché è un modo per mostrare quanto sei chiaro e disponibile a parlare di te, quanto ti conosci e sei preciso.
Strategie di scrittura per un CV efficace
La stessa mansione è svolta diversamente in aziende divrse: questo è un punto importante da ricordare quando si compila il Curriculum. Può sembrare noioso e banale scrivere e dettagliare, ma fatto una volta poi dovrai “solo” aggiustare e aggiornare di volta in volta.
Il CV deve parlare a chi non ti conosce. La chiarezza è la tua prima forma di competenza comunicativa.
Scrivi per il tuo interlocutore
Il selezionatore che riceve il curriculum o un software ATS (Applicant Tracking System) che legge in automatico le parole chiave del tuo documento (per trovare corrispondenze tra la ricerca aziendale e ciò che hai scritto, semplificando i tempi di selezione) devono trovare subito le informazioni chiave.
Usa quindi termini professionali ma accessibili (e in linea con l’annuncio di lavoro, che già spesso indica chiaramente i termini di ricerca delle competenze che stanno selezionando e si aspettano di trovare nei CV ricevuti).
Dati anagrafici e contatti nel curriculum: l’errore della superficialità
I dati di contatto come tua email e la tua foto sono la tua prima “divisa” digitale. Questo deve subito essere coerente col ruolo per il quale ti proponi:
- Email: professionale è lo standard imprescindibile
- Età: inserire la data di nascita è una scelta di trasparenza che aiuta a scremare le opportunità non in linea
- Foto: solo se professionale, con sfondo neutro e abbigliamento consono al ruolo
- Data di nascita: cosa hai da perdere mettendola?
Vediamo nel dettaglio questi punti.
La mail deve essere professionale
Basta con le e-mail tipo “tata1970” o “abcdef_maria” o le mail di genitori, figli e mariti.
Per fare una nuova casella di posta, sia col tuo attuale provider che con uno nuovo, ci vogliono 2 minuti. Non ci sono scuse per una mail obsoleta, fanciullesca o troppo ironica. Devi parlare della tua professionalità.
Meglio inserire la data di nascita: cosa hai da nascondere?
E’ una scelta, certo, puoi anche evitarla. Ma potrebbe balzare all’occhio, e quindi il selezionatore potrebbe chiedersi cosa c’è sotto ed evitare di contattarti.
Cosa può succedere se la inserisci? Tanto se cercano solo una persona giovane per fare un contratto di apprendistato, meglio che non ti chiamino inutilmente, eviti di perdere tempo e di deprimerti per una cosa che non puoi cambiare e controllare.
L’età è quella, i dati anagrafici sono importanti.
Foto sì o foto no? Sì se è seria, no se è ironica, in gruppo, in bikini
La foto aiuta a farti ricordare, a colpire l’interlocutore e a farti ricordare in mezzo agli altri.
Ma deve essere tipo fototessera (ma in questo caso la puoi fare anche a casa tua), con sfondo neutro, di buona qualità, dove ti si veda in un frangente professionale. Vestiti come se andassi a lavoro per quella specifica mansione.
Insomma, la foto deve essere coerente col ruolo che stai cercando: non devo immaginarti, devono vederti già coerente con l’azienda e la mansione.
No a foto simpatica, in gruppo (sì, dove non si capisce chi sei perché ci sono altre persone nelle foto), in bikini, in vacanza in Messico col sombrero che copre il viso. Tutti esempi presi da vita vera, da CV che mi sono passati per le mani in selezione.
Attenzione al numero di telefono e contatto
Evita quello di casa (chi risponde? i tuoi famigliari? meglio evitare!) e controlla bene il tuo cellulare (rispondi alle chiamate anonime o di cellulare quando stai cercando lavoro).
Oltre a questo, attenzione agli errori di battitura e alla fretta!
Quando ero una giovane laureata in psicologia alla ricerca di uno stage, mi ricordo che una azienda mi scrisse una mail dicendo che avevano provato a chiamarmi ma il numero era scritto sbagliato nel mio curriculum per un errore di battitura. Per fortuna ebbero la pazienza di mandare la mail, ma fu davvero un avvenimento particolare. In ogni caso mi sentii mortificata. Capita, ma non dovrebbe capitare!
Attenzione a non mettere troppo
Niente dati sensibili, niente codici fiscali, niente allegati se non richiesti. Vanno bene i dettagli ma non esagerare: se avranno necessità di qualcosa te lo chiederanno a colloquio o prima di firmare il contratto di lavoro.
Cosa evitare: il rischio dell’eccesso
Un curriculum sovraccarico di informazioni irrilevanti trasmette scarsa capacità di sintesi.
Il selezionatore ha poco tempo per trovare le informazioni che gli sono utili, soprattutto quando i candidati sono tanti e i curriculum complessi e pieni di pagine.
Selezionare le informazioni pertinenti
Non tutti i corsi fatti in 20 anni sono utili. Focalizzati su ciò che è funzionale alla posizione per cui ti candidi.
Mi ricordo di una persona che ha inserito nel Cv tutti i corsi sulla sicurezza svolto in 25 anni di lavoro: a cosa servono? A nulla, credimi. Al massimo fanno capire che sei una persona “antiquata” perché pensi ancora che tutti quegli attestati siano utili a farti scegliere. Le aziende scelgono le competenze, quello che sai fare. Non i corsi fatti e molto lontani nel tempo.
Hobby e interessi personali: quando inserirli?
Gli hobby sono utili solo se rivelano soft skill trasversali, coerenti col ruolo per il quale ti candidi.
- SÌ: se denotano disciplina (sport agonistici) o precisione (scacchi, restauro) coerenti col profilo professionale
- NO: elenchi generici come “viaggiare” o “leggere”, che non aggiungono valore professionale se non contestualizzati e spiegati
Cosa scrivere nel curriculum capacità e competenze personali: hobby?
Sì se sono giustificati e denotano (ancora, sì) le tue competenze. Provo a fare esempi:
- SI se scrivi frasi tipo: ” buone capacità di lavorare in gruppo maturate attraverso l’esperienza in gruppi di volontariato” oppure “pazienza e precisione maturate attraverso l’hobby degli scacchi a livello agonistico” o “Buone capacità manuali maturate attraverso esperienza pluriennale di bricolage”. Attenzione a inserire queste frasi tra le competenze, per supportarle ed evidenziarle se non sono già emerse con esperienze professionali e scolastiche.
- NO se scrivi frasi come: “mi piace viaggiare” (e poi se ti chiedono a colloquio rispondi che sei stata ad Ibiza con le amiche), “adoro la pittura” “mi piace uscire con gli amici” o “adoro il cinema”. Cosa dicono di te? Che sei ancora un giovincello che scrive il CV come se fosse un tema scolastico. Scusa la franchezza, ma lo capisci anche tu, vero, che frasi buttate lì a caso sono controproducenti?
Ribadisco: le aziende cercano professionisti. Anche se junior, stanno cercando una persona che rappresenti la loro immagine con clienti, colleghi, alle fiere ed eventi.
E quindi il rischio è di spazientire il selezionatore o di far passare oltre se ci sono elementi poco coerenti.
Gli errori sono concessi, qualche leggerezza anche. Ma se denotano poca cura e nessuna rilettura del documento che stai inviando loro per presentarti, allora possono diventare inopportuni.
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