L’empowerment non è un semplice aumento di autostima, ma un processo di accrescimento di potere e responsabilità indivuduale.
Nel contesto professionale significa passare da una cultura del “comando e controllo” a una cultura della fiducia e dell’efficacia. Per un leader fare empowerment significa mettere i propri collaboratori nelle condizioni di decidere, agire e produrre valore in autonomia.
Cosa significa Empowerment
Il termine Empowerment significa “aumento del potere”, potenziamento, “impoteramento”. Il potere a cui si riferisce il temrine è un potere personale, interno alla Persona. E quindi non relazionale, di controllo e coercizione su qualcun altro.
Si riferisce alla possibilità di fare o di essere, e caratterizza il rapporto della Persona con qualcosa o con qualcuno nello specifico. Ad esempio il rapporto con il capo, oppure quello che ha con la sua capacità di comunicare.
Il fattore empowerment individuale
Il termine “Empowerment” è stato individuato in ambito scientifico per la prima volta da due psicologi di comunità, Zimmermann e Rappaport negli anni ’80 in America presso l’Università del Michigan. Essi hanno rilevato nei loro pazienti/utenti una nuova variabile psicologica correlata a:
- Speranzosità verso il futuro
- Locus of Control interno
- tendenza a cercare in sè le Risorse che servono
- Fiducia nell’utilizzo delle risorse personali
Questi due psicologi hanno scoperto che questi quattro elementi erano correlati, e hanno chiamato questa nuova variabile “empowerment” (parola già utilizzata nel vocabolario americano ma non individuata ancora mai in ambito scientifico).
Empowerment e Self Empowerment: differenze e similitudini
Mentre Zimmermann e Rappaport ritenevano sostanzialmente che fosse una sorta di caratteristica individuale innata, il prof. Massimo Bruscaglioni (psicologo e ingegnere) approcciandosi a questa scoperta ha deciso di approfondire la tematica. In particolare di approfondire la possibilità di poterla misurare e soprattutto accrescere nella Persona. E ha così teorizzato il “Self Self-Empowerment” (più comunemente abbreviato in Self Empowerment), aggiornando continuamente tutt’ora le sue ricerche, e applicando il concetto soprattutto in campo aziendale e sociale:
Il termine “Self-Empowerment” indica quindi un fattore psicologico traducibile nel sentimento di protagonismo nella gestione della propria vita. Il termine “Self” precedente si riferisce al fatto che questo fattore è almeno in parte indipendente dall’ambiente circostante la Persona.
Le tre definizioni di Self Empowement
Con il termine Self Empowerment quindi si indica, secondo tre definizioni:
- SENTIMENTO DI PROTAGONISMO SULLA GESTIONE DELLA PROPRIA VITA
- UTILIZZO OTTIMALE DELLE PROPRIE RISORSE E CARATTERISTICHE PERSONALI
- APERTURA DI NUOVE POSSIBILITA’ POSITIVE IN AGGIUNTA ALLE PRECEDENTI
Un processo che si colloca tra la stabilità e il cambiamento, in un ottica di “possibilitazione” della Persona, di creazione di una nuova vision positiva del proprio futuro. Perché avere maggiore potere individuale significa poter scegliere.
Empowerment e psicologia positiva
La teoria del self empowerment è immersa nella branca della psicologia positiva, secondo la quale i problemi storici soggettivi (i traumi, il perché “sono fatto così”) dell’individuo non sono da risolvere o indagare in profondità. Ma è più importante capire come integrare l’individualità nella progettualità. L’approccio mira ad aumentare il potere interno personale in direzione e rapporto di un oggetto o ambito molto specifico.
Non si può aumentare il Self Empowerment di una persona in generale, anche se di solito, accrescendolo in un ambito (essendo la Persona Intera) influisce su tutti gli ambiti di azione dell’individuo.
Le dimensioni dell’empowerment professionale
Perché l’empowerment nei luoghi di lavoro sia reale e non solo una parola di facciata (il cosiddetto empower-washing), deve poggiare su quattro pilastri psicologici:
- Significato: il collaboratore deve percepire che il proprio lavoro ha valore per l’organizzazione
- Competenza: la fiducia nelle proprie capacità di eseguire il compito con successo
- Autodeterminazione: la libertà di scegliere come organizzare il proprio lavoro
- Impatto: la consapevolezza che le proprie azioni producono risultati visibili e misurabili
Aziende empowered
Un’organizzazione empowered è, per definizione, un’organizzazione più rapida e soddisfatta.
In un mercato caratterizzato dalla volatilità il tempo che intercorre tra l’individuazione di un problema e l’attuazione della soluzione è un fattore critico di successo. Quando i collaboratori hanno l’autorità di decidere entro il proprio perimetro di competenza, senza dover attendere l’approvazione gerarchica per ogni singola variabile, la velocità di reazione dell’azienda aumenta drasticamente.
Questo approccio trasforma radicalmente l’assetto del lavoro in team:
- Eliminazione dei colli di bottiglia decisionali: in molte strutture tradizionali il leader diventa l’imbuto attraverso cui devono passare tutte le informazioni. L’empowerment redistribuisce l’intelligenza decisionale su tutti i collaboratori attivati, permettendo al management di liberarsi dall’operatività minuta per focalizzarsi sulla strategia di alto livello.
- Agilità: la capacità di rispondere in tempo reale alle esigenze dei clienti o ai mutamenti della concorrenza diventa un vantaggio competitivo. Un team “potenziato” non aspetta ordini, ma anticipa e propone soluzioni.
- Ritenzione dei talenti e engagement: la psicologia del lavoro dimostra che la principale leva di retention per i profili ad alto potenziale non è solo economica, ma legata all’autonomia. Sentirsi realmente partecipi della visione aziendale e avere un impatto visibile sui risultati riduce drasticamente il turnover e aumenta il senso di appartenenza.
Dalla delega alla responsabilità e leadership distribuita
L’empowerment evolve il concetto di delega: non si trasferisce solo un compito, ma la proprietà del risultato. Questo sposta il baricentro dell’azienda verso una leadership distribuita, dove la responsabilità è condivisa e l’innovazione non arriva solo dall’alto, ma nasce spontaneamente da chi vive quotidianamente i processi.
Implementare una cultura dell’empowerment significa investire nella fiducia e nella trasparenza informativa. Se ogni membro del team ha chiara la vision aziendale e possiede le informazioni necessarie per decidere, l’azienda smette di essere una somma di individui e diventa un organismo intelligente, capace di scalare senza perdere coerenza o qualità.
Comprendere queste dinamiche è il primo passo, ma per trasformarle in una cultura organizzativa solida è necessario un approccio metodologico. Se il business è pronto per il salto di qualità (che si tratti di potenziare la leadership individuale o di sbloccare l’autonomia del team) il mio supporto aiuta a costruire processi decisionali più agili e performanti.