Quest’estate ho fatto un viaggio. Meglio, non un viaggio, ma il viaggio che volevo da tanto. Il viaggio che mi ha tenuto lontano da casa abbastanza da ritrovarla con un abbondante strato di polvere. E come avevo detto, mi sarei presa tempo per me, quindi sono stata assente per un po’.

E tornare alla routine è davvero difficile: sto smaltendo un Jet Lag impegnativo che mi tiene sveglia nelle ore dovute, e mi fa cadere praticamente in coma nelle ore nelle quali dovrei essere attiva. Ma la mia battaglia feroce con la sveglia di questi giorni è un’altra storia…

Mentre ero via, alcune considerazioni sono nate spontanee, e quindi è nata anche l’idea al ritorno, di condividerle sul blog. Avevo già fatto post sui viaggi, è un tema ricorrente nella mia vita, ma questa volta scrivo di un viaggio non di lavoro, ma proprio di piacere.

Provo a dare forma a queste riflessioni:

Perché viaggiare è importante (anche per il lavoro)

Viaggiare apre davvero la mente.

È ben difficile, in geografia come in morale, capire il mondo senza uscire di casa propria.

Voltaire

Viaggiare fa davvero bene per conoscere il mondo, farsi delle proprie idee… Ci arricchiamo, ci fortifichiamo, ci fa mettere in azione.

Il viaggio spesso attiva progetti, desideri, idee. Smuove ciò che nella quotidianità rimane sopito dalla routine e dal dovere. È quindi strumento importantissimo per la persona per più motivi:

  • attiva l’energia desiderante
  • riaccende la creatività
  • permette di acquisire maggiori competenze relazionali
  • aumenta la flessibilità culturale e mentale
  • attiva la persona intera, e non solo la parte lavorativa o quella personale

Il mio talento in questa esperienza si è attivato, e il tuo come sta? Scopri come posso aiutarti con una consulenza.

Il viaggio come bagaglio di esperienze utili sul lavoro

Viaggiare fa uscire dalle proprie prigioni mentali

Hai presente quando sei già di morale, hai pensieri un po’ cupi o continui ad arrovellarti sulle stesse questioni?

Quando sei in movimento non ci pensi più così tanto. Il tuo corpo è in azione, la tua mente è occupata, e allora ti dai da fare e non pensi più così tanto. Quando hai tanti stimoli nuovi (e un viaggio, dovunque esso sia, ne dà) la tua mente si concentra sulle cose positive, e quindi perdi a pensieri tristi a favore di positività.

Anche quando cerchi lavoro e sei triste, esci, fai, datti da fare, concediti una “gita” anche solo nella tua città ed esplora il mondo con occhi nuovi. Aiuta davvero!

Talenti che mergono

Cosa ti fa stare talmente bene che non ci sei più per nessuno?!

Ognuno di noi ha talenti, alcuni che si porta dietro da molto (dall’infanzia almeno) che a volte sono un po’ come si fossero il nostro modo di essere, di fare le cose.

Non bisogna andare dall’altra parte del mondo per gratificare il proprio modo di fare, ma ogni tanto dare spazio a ciò che ci piace davvero sì.

Le sovrastrutture mentali

Potrebbe sembrare la riflessione della nonna saggia che ti dà i consigli di vita, ma qui sto parlando di non farti ingannare da te.

Tante sovrastrutture ingannavo il bambino che c’è in te (si perché diventando adulti siamo anche e ancora i bambini che siamo stati) e passiamo il tempo a fare cose che ci piacciono, ma non così tanto da godere di quei momenti come meritiamo. E quindi via, all’uno e all’altro!

Prova a pensare alle cose che ti piacciono, a quelle che ti piacevano tanto da piccolo/a, in cui ti piacevi e ti dicevi da sola che eri brava. E ritagliati un piccolo spazio per farle: una volta all’anno, una ogni sei mesi? Sicuramente non erano cose complesse, che richiedevano chissà quali impegni di tempo o economici.

E falle, magari da solo, senza nessuno attorno che ti possa far sentire giudicato. Ma non farti ingannare ed ingabbiare da te, perché sei solo tu a decidere per te.

Assaporare i momenti liberi

Ti piace una cosa? Falla, cosa aspetti? E goditi quei momenti per te speciali. Solo tu sei l’artefice di quello che vuoi fare. Io ad esempio in questo viaggio ho fatto scorta di alba e tramonti. Mi piacciono, un po’ come al Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry (che se non hai mai letto ti consiglio di fare al più presto)

Ma sul tuo piccolo pianeta ti bastava spostare la tua sedia di qualche passo.
E guardavi il crepuscolo tutte le volte che volevi…

Saint-Exupéry

Per raggiungere i desideri ci vuole impegno

Non basta pensare e fare, ma ci vuole costanza ed impegno, così come quando si prepara un viaggio intenso. Mi sono resa conto che molte volte non metto nelle cose che faccio lo stesso impegno che metto nell’organizzare un viaggio o nel realizzarlo.

Come dicevo tra albe e tramonti non è stato facile riuscire in questa esperienza, ma ne valeva assolutamente la pena, anche con la sveglia alle 4 per arrivare sul luogo nel momento per me migliore. Riflettevo quindi sul come mettere questa stessa energia anche nel resto.

Chiaro che non si può essere sempre al 100%, altrimenti ci si esaurisce, ma neanche girare sempre a bassa potenza.

Si deve poter scegliere: voglio essere in grado di poter scegliere se fare una corsa o una camminata. Ma ci vuole impegno per allenarsi, altrimenti la corsa non sarà mai alla nostra portata.

Scegliere

Scegli tu quello che vuoi, e fallo o fatti aiutare a realizzarlo da chi ti può aiutare. Ma realizzalo e scegli perché solo tu sai come vuoi le cose. La soddisfazione di aver fatto con la tua testa e ciò che ti piace sarà sempre maggiore dell’aver fatto le cose bene ma che non ti corrispondono.

A volte ho davvero delle difficoltà a scegliere: alle persone che mi conoscono sembro sempre decisa e determinata ma poi nel momento della scelta un delirio (interiore soprattutto, ma non solo). Quest’estate ho deciso parecchie cose da sola e sono andate tutte alla grande, tra cui questo viaggio. E allora perché non continuare a scegliere?! 😉

Perché viaggiare fa bene? Le riflessioni non sono finite qua, ma queste sono un po’ delle cose che ho pensato in questo lungo periodo di stacco, in questo viaggio speciale.

Mi piacerebbe potermi confrontare su cosa ne pensi e se ti ritrovi in questi pensieri. Forse, ripeto, sono cose non nuove per te, ma per me un po’ sì, o per lo meno ora le vedo con occhi nuovi e con rinnovata energia e voglia di fare.

Di avere fiducia nelle mie gambe e nelle mie idee che mi hanno portato a fare esperienze bellissime.

Non importa che tu abbia fatto un’esperienza come la mia, dall’esperienza propria e degli altri si impara (vedi il post sull’impotenza appresa in cui parlo di apprendimento vicario).