Il rientro al lavoro dopo la pausa estiva o invernale viene spesso liquidato come un momento di inevitabile “ansia da rientro” o Post-Vacation Blues. Nel dibattito comune ci si limita a suggerire di riposare meglio o fare attività fisica per addolcire l’impatto.
Se tornare in azienda significa essere sommersi dal caos o vivere un senso di profondo alienamento, il punto su cui focalizzarsi è la gestione del lavoro prima e dopo la pausa.
Ecco 4 strategie metodologiche per trasformare il rientro da fattore di stress a leva di riprogettazione personale e organizzativa.
Come rientrare bene dalle ferie
Tornare al lavoro richiede una quota fisiologica di riadattamento cognitivo (il passaggio da ritmi circadiani rilassati delle ferie all’attenzione sostenuta che serve per la concentrazione lavorativa).
Ansia da rientro al lavoro
Quando la resistenza al rientro si trasforma in ansia somatica o forte senso di oppressione, abbiamo tuttavia davanti a un segnale psicologico che non va ignorato.
Se proviamo forte ansia all’idea del rientro in ufficio, chiediamoci:
- L‘ansia è legata al volume di lavoro accumulato durante l ‘assenza?
- È legata alla relazione con colleghi o superiori?
- È un senso di incongruenza tra i valori e ciò che si fa?
Invece di subire passivamente questa sensazione, usiamo i primi giorni come momento di ascolto per capire quali aspetti della vita professionale necessitano di una ristrutturazione.
Strategie per rientrare dopo le ferie
Rientro graduale
Uno degli errori organizzativi più frequenti è riempire l’agenda di riunioni e scadenze fin dal primo giorno di rientro.
Il cervello umano impiega circa 48-72 ore per ritrovare l’efficienza cognitiva ottimale sui compiti complessi: ricordiamoci di evitare di farci sommergere dagli strumenti di lavoro come WhatsApp come in questo articolo.
Per professionisti e manager l’approccio corretto prevede la creazione di una fase di recupero e rientro graduale:
- Impostare obiettivi incrementali: dedichiamo il primo giorno esclusivamente all’allineamento dei flussi e alla pianificazione settimanale.
- Bloccare l’agenda nei primi due giorni: evitare di meeting strategici o decisioni ad alto impatto il lunedì mattina del rientro.
- Applicare la regola dell’inbox zero: non rispondere a tutte le e-mail in ordine cronologico, ma meglio archiviare o raggruppare le comunicazioni per macro-progetti e rispondere prima alle questioni bloccanti.
Programmare agenda e priorità
La pausa estiva o invernale ha il grande merito di staccare la spina dal rumore di fondo.
Al rientro abbiamo una finestra temporale brevissima — circa una settimana — in cui manteniamo oggettività e lucidità che la routine quotidiana tende a sfocare.
Sfruttiamo questa “mente pulita” per fare un audit del tempo professionale:
- Quali progetti portati avanti prima delle ferie hanno generato valore reale e quali sono stati solo un dispendio di energie?
- Quali abitudini di lavoro inefficaci (es. reperibilità costante, riunioni sovrabbondanti) sono state accettate passivamente?
Questo è il momento per ridisegnare la mappa delle responsabilità del team, rivedendo l’allocazione delle risorse prima che i ritmi di picco tornino a saturare la giornata.
Segnare e rispettare gli spazi vuoti
Mettiamo in agenda appositi buchi liberi (proprio segnati, così non hai la tentazione di riempirli alla prima richiesta).
In questo modo avremo possibilità “autorizzate” dal capo supremo (noi stessi!) per riposare, coccolarci, rivedere qualche persona che non incontravamo da un po” e per elaborare il “lutto” della fine delle ferie.
Riformulare i buoni propositi
- ”Devo essere più costante”
- “Devo raccontare di più il mio lavoro online”
- “Devo trovare più clienti”
- “Devo prendere più tempo per me”
Sono tutti propositi formulati male: per riuscire a raggiungere gli obiettivi questi non possono essere solo frasette motivazionali.
Serve utilizzare la tecnica SMART di cui ho parlato in questo articolo per riformulare i buoni propositi per il rientro, e dare loro soprattutto una concretezza e verificabilità pratica sul lungo periodo.
Supportare un rientro efficace per dipendenti e collaboratori
Il rientro dalle ferie sono test fondamentali per il miglioramento dell’employer branding e del wellbeing aziendale. Se i dipendenti rientrano trovando caselle e-mail esplose, scadenze arretrate e colleghi stressati, l’effetto rigenerante delle ferie si annulla in meno di 48 ore, con picchi elevati di assenteismo e calo della produttività nei mesi successivi.
È questo il momento di far sentire i collaboratori delle persone da accogliere e supportare. Un’organizzazione attenta protegge la salute organizzativa. E lo può fare attraverso:
Passaggi strutturati pre-vacanze
Progetti e consegne devono essere pianificati durante l’assenza e essere presi in carico da sostituti capaci. Meglio pianificare prima l’inserimento di personale o di freelance che supporti i mesi di stacco o quelli più caldi professionalmente.
Questo evita che nessuno debba “lavorare in ferie” o rientrare trovando emergenze non gestite.
Ed evita di rientrare al lavoro, sentendosi subito in emergenza perché servirebbe qualcuno in più ma non si è strutturata la selezione del personale per tempo.
Cultura della disconnessione
Valorizzare chi stacca realmente durante il periodo di riposo, evitando comunicazioni “urgenti” nei canali aziendali quando le persone sono in ferie.
Importante è aiutare lo stecco e il riposo fisico e mentale, evitando il sovraccarico e rispettando il diritto alla disconnessione.
Allineamenti di rientro brevi e focalizzati
Al rientro meglio programmare riunioni di team leggere nei primi giorni, incentrate sulla ripartenza condivisa e sulla rielaborazione di ciò che è importante considerare.
Evitiamo invece riunioni e richieste basate sulla pressione di KPI e indicatori di performance, oltre al focus sulle scadenze urgenti.
Altri strumenti utili per il rientro dalle ferie
Il rientro dalle vacanze è l’occasione per impostare un nuovo ritmo di lavoro, che equilibri le performance ad alto livello con la tutela della salute psicofisica.
Se avverti che il tuo rientro è ostacolato da un disallineamento professionale o desideri lavorare sulla tua leadership e sull’organizzazione del tuo tempo, scopri i percorsi personalizzati di Mentoring e Coaching per professionisti.
Se invece guidi un’organizzazione e desideri strutturare processi di lavoro capaci di ridurre lo stress, prevenire il burnout e migliorare il clima di lavoro, scopri le soluzioni su misura in psicologia del lavoro e benessere aziendale.







