Che cosa è l’autostima?

Oggi provo a rispondere ad un domandone, in quanto quello dell’autostima è un tema di cui molto si parla.

Molti clienti mi parlano del fatto che probabilmente hanno un’autostima bassa.

E quindi è un tema su mi sono interrogata, anche con il supporto di altri punti di vista ed altri professionisti.

Come sempre ne parlo con qualche consiglio pratico per migliorarla.

Riprendendo i libri dell’Università, perchè mi piace sempre partire dalla base, dalle fonti, non ho trovato una definizione di Autostima vera e propria. Lisa di Blas nel capitolo quarto del libro “Che cos’è la personalità” parla di concezioni di sè, evidenziando che alcune di esse sono centrali ed altre sono periferiche.

Per riassumere, ritiene che la nostra immagine di noi dipenda dalle esperienze di vita, dalle riflessioni che abbiamo fatto su di noi nel corso della nostra vita, per esperienze dirette o no (vedi anche l’impotenza appresa) e che alcune di queste riflessioni siano considerate dal nostro cervello più importanti o meno importanti nella definizione del “chi sono io”.

Aumentare l’autostima? Prima conosciamola

Per fare una differenziazione più o meno esaustiva, le rappresentazioni che abbiamo di noi stessi, e quindi la nostra autostima, dipendono da:

  • centralità, cioè da quanto sono fondamentali
  • specificità: possono riguardare eventi particolari o regole e impressioni generali su di noi
  • valutazione, alcune idee su di noi infatti sono positive oppure negative
  • consapevolezza: quanto è presente alla nostra coscienza oppure è nascosto

Ma il nostro cervello è un organo complesso, e come dico spesso nei miei corsi, fà da filtro alle informazioni che ci arrivano, selezionandone alcune e letteralmente eliminandone altre.

E così accade che la stima e l’immagine di sé sia un insieme di percezioni non sempre veritiere o attinenti alle innumerevoli esperienze vissute.

E inoltre questa immagine di noi, filtra anche l’immagine del mondo esterno e determina i nostri comportamenti. Insomma un tema che ne influenza molti altri.

Cosa si fa con l’autostima e come accrescerla? 

Adesso ti dico la mia idea, che parte un po’ dal mio approccio teorico e un po’ da riflessioni proprio mie sul tema.

L’autostima non si può accrescere in generale

Ma puoi lavorarci su un tema specifico. L’immagine che abbiamo di noi è troppo densa di significati, di esperienze, di vissuti, di storie di vita nostre o delle persone che abbiamo incontrato.

Quindi non si può lavorare sul malloppo intero, ma su pezzi, che piano piano modificano l’immagine generale (ammesso che ne esista una generale). Non riesco a fare un’immagine della stima di me, ma se penso ad ambiti specifici (quello lavorativo, affettivo, amicale, famigliare, ecc…) mi viene più semplice pensare a cosa penso di me stesso e quali sono le idee e le esperienze che la determinano.

Quindi parti dal particolare.

Non dimenticarti del locus of control

Per lavorare sull’autostima serve pensare al locus of control (vedi il post apposito che ho scritto) chiediti dove è il tuo luogo di attribuzione di ciò che ti succede: interno o esterno?

Lavora per portarlo interno, pensa a quello che puoi fare tu.

Es: pensi di avere una bassa autostima perché un collega non ti ha dato un feedback? Pensa a cosa puoi fare tu per fartelo dare, pensa a cosa è in tuo controllo.

Oppure, sei giù perché negli affetti le cose non vanno molto bene?! Parti da cosa puoi fare tu per attivarti e modificare le cose.

Focalizzati sulle risorse interne che già hai

Inutile dire che per aumentare l’autostima devi partire dai punti forti e non da ciò che non funziona, vero?! Certo potrai fare dei corsi di formazione per colmare le lacune, potrai impegnarti per crescere. Ma per migliore l’immagine e la stima di te, parti da ciò che già in te e ti rende speciale.

Quali sono le tue risorse? Su cosa di te puoi contare?

Parti a ruota libera con un brainstorming o un diagramma ad albero (o a sole che dir si voglia), per focalizzare su un foglio le tue pepite d’oro, le tue caratteristiche personali speciali.

Scrivi quello che vuoi, da caratteristiche fisiche, a tratti di personalità… Se ci dedichi 10-15 minuti vedrai quante cose belle saltano fuori che magari erano sepolte nella memoria o date per scontate.

Non dimenticare le risorse esterne

Le persone che ti vogliono bene, i tuoi sponsor!

Dai non mi dire che non ci avevi pensato che quando sei giù un bel complimento aiuta. Ma non parlo di complimenti della nonna o della mamma, che magari sono scontati e poco rilevanti per te e la tua immagine. Parlo delle parole di un amico speciale, di un collega che stimi e che ti stima a sua volta.

Vai dai tuoi sponsor e fatti ricordare perché piaci a loro, perché ti apprezzano. E scrivitele in un altro foglio!

Tendiamo sempre a scordarci le cose belle e a focalizzarci su quelle negative che ci dicono, che magari rimbombano in testa anche per mesi.

Ma questa volta no, prendi un bel foglio e scrivi pure queste, che avranno risposto alla domanda: “Cosa trovi di speciale in me? Perché ti piaccio? Secondo te in cosa sono bravo?”. Niente “ma” e niente “se” in questo frangente, le cose da migliorare fattele dire in un’altra occasione.

Se riesci poniti un obiettivo semplice

Secondo me non si può accrescere l’autostima se non hai presente un perché, un verso cosa, uno scopo da raggiungere. Credo che visto che l’autostima si costruisce attraverso esperienze, anche con un’esperienza si possa migliorarla. Se pensi di aumentarla in generale, così tanto per, non penso proprio funzioni bene il meccanismo.

Poniti uno, due, tre step piccoli verso un’obiettivo concreto ed abbastanza vicino nel tempo. E prova a sperimentarti sui piccoli step uno alla volta, sempre tenendo presente i punti sopra e le tue risorse interne ed esterne che hai trovato o riscoperto.

Ad esempio: voglio migliorare l’autostima per mettermi in proprio (obiettivo)?

1) penso alla mia nuova attività e creo un progetto

2) lo faccio leggere ad una persona cara che mi possa dare degli spunti di miglioramento senza criticarmi

3) lo miglioro, lo stampo e preparo una presentazione da portare ai clienti o alle agenzie che mi interessano.

Non mi scelgono subito? Ci sta, fa parte del gioco, ma è sempre meglio che stare fermi a crogiolarsi perché non ci si riuscirà mai e non si ha abbastanza autostima per farlo.

Il punto insomma è “Voglio più autostima? E una volta che ce l’ho cosa ci faccio di concreto?“.

Che ne dici? Si può fare?

Secondo me questo è il modo per costruire o ricostruire la propria autostima, uno dei modi, quello che ti consiglio io: partire dalle cose concrete, e magari rimandarle ad un obiettivo da raggiungere.

ps: ho scritto di più che Wikipedia sul tema 😉