Come cambiare le altre persone cambiando tu

Tempo di lettura: 4 minuti

cambiare gli altri

Molto spesso i miei clienti arrivano da me chiedendo un supporto per poter gestire al meglio il rapporto interpersonale con altre persone. Penso capiti a ciascuno voler cambiare gli altri e il loro atteggiamento nei nostri confronti, soprattutto quando è scostante, deleterio e contro produttivo.

Le più recenti ricerche scientifiche dimostrano che il cervello ha la possibilità di cambiare e modificarsi in base alle esperienze di vita fatte e modifica il nostro futuro (te ne parlerò in un prossimo articolo, intanto approfondisci).

Quindi, per migliorare il nostro rapporto con gli altri, la chiave è partire da noi, e non da come vorremmo che gli altri si comportassero. Partiamo dalla nostra comunicazione e dagli atteggiamenti che mettiamo in campo per modificare quelli delle persone attorno a noi.

Nota bene: per poter fare il tutto al meglio, devi partire da un caso solo e concreto. Non puoi lavorare bene su tutte le tue relazioni in generale. Parti da un caso e se ne senti la necessità poi ripeti il processo anche per altri casi. Ma sempre concreti, reali e circoscritti ad un ambito (es. non cercare di cambiare il rapporto con l’amica che è anche tua collega e tua vicina di casa – prendi uno di questi ambiti: es. voglio modificare il rapporto con la mia amica in quanto amica).

1. Parti da quello che puoi fare tu per cambiare

Ne ho già parlato nell’articolo sul locus of control: è utile e vantaggioso partire da quello che puoi fare tu e non da quello che è fuori dal tuo controllo. Non potrai mai cambiare le altre persone, ma potrai cambiare il tuo modo di vederle o il tuo atteggiamento nei loro confronti.

Concentrati su quello che è tra le tue possibilità e non su quello che non puoi gestire o modificare: cambiare le altre persone non è tra le tue possibilità.

Partire da te e costruire il tuo futuro sì. Ho costruito anche il servizio per aiutarti in un solo colloquio ad agire in modo diverso sulle tue possibilità.

Esercizio: (in base al caso che vuoi gestire) Prendi due fogli: sulla primo scrivi quello che è sotto il tuo controllo nella situazione specifica, nel secondo foglio scrivi quello che non è in tuo controllo, ma è esterno da te. Torna sul primo foglio e scrivi poi per ogni punto che hai elencato, le che azioni puoi fare da subito (o comunque indica l’orizzonte temporale entro il quale la farai) per agire su quello che è sotto il tuo controllo. Il secondo foglio con gli aspetti che non puoi controllare? Ti serve solo per scrivere più azioni e strategie nel foglio del tuo controllo!

2. Cambiare la prospettiva sugli altri

Questo, lo so, non è un passaggio facile. Spesso le persone mi chiedono: “Ma perché devo sempre essere io a cambiare e l’altro non cambia mai?!

E qua ti sfato il mito:

  1. Tutti cambiano, le relazioni con gli altri ci cambiano tutti continuamente. Come cambi tu, cambia anche l’altra persona in base alle esperienze che accadono. Come tu diventi più diffidente, così anche l’altro si irrigidisce e diventa sospettoso.
  2. Quello che è sotto il tuo controllo sei tu: te l’ho già detto, l’altro non è sotto il tuo completo controllo. Se l’altro non vuole capire o non è interessato, tu cosa puoi farci? L’unica cosa è cambiare la tua comunicazione per rendere il tuo messaggio più chiaro e comprensibile. Non puoi lobotomizzare gli altri, fattene una ragione!

Quindi sei tu che puoi cambiare la tua prospettiva: cambiare il tuo punto di vista e fare tu la prima mossa, per poter cambiare le altre persone attorno a te.

Esercizio: Partendo dalle azioni scritte sul foglio precedente, chiediti cosa puoi fare ancora di più. Prova a visualizzare come vorresti che diventasse il vostro rapporto, scriviti i dettagli anche insignificanti. E poi domandati da dove puoi partire per realizzare quella visione, partendo tu prima (es: da domani posso fare un sorriso sorriso appena arrivo in ufficio; o posso dare io per primo il “buongiorno” anche se l’altro non saluta mai)

3. Cambiare le altre persone cambiando se stessi

Ora che hai cambiato il punto di vista non ti resta che mettere in pratica le azioni che hai segnato sul foglio. Smetti di pensare a quello che l’altro deve fare, e concentrati sulla visione che vuoi raggiungere. Come vuoi che sia il vostro rapporto? Tutto non può cambiare dall’oggi al domani, ma puoi fare piccoli passi per raggiungere la tua vision.

Credo che se ognuno si prendesse la responsabilità di quello che gli succede e agisse concretamente per migliorare il proprio futuro, il nostro sarebbe un mondo migliore.

Facciamo un esempio?

Il caso di Laura (semplifico la situazione per rendere l’idea): arriva da me dicendomi che il suo collega la tratta male e la boicotta. Questa cosa la fa arrabbiare e la fa innervosire sul lavoro. Conseguenza: si comporta male col collega, è sfiduciata, impaurita e questo ha conseguenze sui suoi collaboratori “costretti a schierarsi” dalla sua parte o dall’altra.

Vedi come, volendo evitare il conflitto, Laura agisce in realtà alimentandolo e trattando male gli altri attorno a sé anche lei, come dice che il suo collega fa?

Esercizio: Parti da quello che vuoi e quello che non vuoi che accada in futuro. Tra le azioni che hai già scritto dividi con due colori le azioni: un colore per le azioni che ti sembrano solo positive e in linea con la tua vision, e di un altro colore quelle che sono opposte. Individua almeno 5 azioni positive, che non abbiano conseguenze negative e o contrarie alla tua visione, e ripianifica da quando partirai a farle. 

Non è detto che le tue azioni partano da subito, ma è bene che tu parta abbastanza presto a fare qualcosa per cambiare la tua situazione, cosicché tu possa agire anche sull’altro.

Non aspettare che siano gli altri a cambiare… sii tu per primo a prendere in mano la tua vita ed agire per rendere il mondo attorno a te un mondo migliore.

 

 

 

 

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