Consigli per mettersi in proprio e cosa ho imparato quest’anno

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Ogni fine anno porta con sé bilanci e riflessioni. Quest’anno poi, con il nuovo sito in arrivo, dovrò fermare la pubblicazione del blog per non dovermi ricopiare a mano tutto e quindi questo sarà l’ultimo post del 2018 e magari anche per buona parte di Gennaio.

Ho pensato quindi di fare un bilancio di come è andato quello che io definisco il mio decimo anno da libera professionista e il primo da imprenditrice di me stessa.

Sì, perché nel 2008 ho cominciato le mia prime collaborazioni come freelance con le aziende, ma solo quest’anno ho lavorato molto per una inversione di rotta verso l’essere davvero io la padrona del mio tempo e non solo la professionista che risponde alle richieste degli altri.

Consigli per mettersi in proprio

E quindi, eccomi qua, a dare consigli e spunti di riflessione per chi vuole mettersi in proprio

  1. Credi nei tuoi sogni. Si può fare, credici, si può fare davvero. La libera professione o l’imprenditoria non sono un miraggio lontano ma sono concretamente possibilità di lavoro che ti si aprono davanti. Non è impossibile, è forse un po’ più difficile che lavorare come dipendente. Ma anche lì dipende, per me sarebbe più difficile stare ad una scrivania a timbrare il cartellino che districarmi tra il sito, i clienti, il marketing.
  2. Ti servono una vision di quello che vuoi raggiungere e solo dopo una buona pianificazione. Non serve altro che fare passo passo quello che ti porterò alla vetta della montagna.
  3. Prima di aprire la P.Iva, se vuoi, costruisciti dei contatti, cerca dei clienti, fai indagini. Cerca di capire se la professione che vuoi costruire funziona e va incontro a richieste e bisogni mirati. Chiedi se funzionerebbe proprio lì dove l’hai pensata in caso di attività fisiche, oppure come raggiungere i tuoi clienti se stai pensando ad un business online.
  4. Informati: vai da un bravo commercialista, cerca online, chiedi a chi ce l’ha fatta, prendi spunto da casi di successo. Solo così avrai tutto quello che ti serve per capire come muoverti, rivedere eventualmente la tua vision, ripianificare, riorganizzarti.
  5. Non perdere la speranza. Si può fare, nel caso di scoramento ritorna al punto 1 e ricomincia.

Cosa ho imparato quest’anno

Quest’anno per me è stato importantissimo, nel bene e nel male e quindi voglio raccogliere qua alcuni consigli utili per te che sei già in proprio su cosa ho imparato nel 2018.

  1. Rivedi periodicamente i tuoi perché: perché sei in proprio, perché lo fai, perché lo fai in questo modo. Se c’è qualcosa che non ti torna è ora di rivedere la tua vision e ripensare al tuo modello di business. E’ davvero importante che siano allineati quello che stai facendo con il come e il perché. A Dicembre dell’anno scorso questi passaggi per me non lo erano e ho voluto mettere in discussione tutto. Forse quest’anno ho fatturato un po’ meno perché ho fatto delle rinunce e detto dei no, ma passerò un sereno Natale, felice e soddisfatto di quello che ho fato perché è stato nel mio modo.
  2. La motivazione è tutto. Ci sono dei cali fisiologici nella attività di un freelance e di un imprenditore. Chi la dura la vince, come si dice nel famoso proverbio: la perseveranza fa la differenza tra una persona che ce la fa e una che no. Non sono sempre le competenze, la bravura (anche se tu a volte penserai che gli altri siano migliori di te), la fortuna o le conoscenze giuste. Tutto questo si costruisce e si rafforza con la perseveranza e la motivazione. Tieni duro e i risultati arriveranno.
  3. Solo dopo passa alla pianificazione. Lo ribadisco: solo dopo! Prima lavora molto sulla tua vision, i tuoi desideri e i tuoi perché e poi passa a pianificare come si fa e i passi da compiere (e in questo posso aiutarti). Non pianificare prima o le difficoltà e i dubbi avranno la meglio. Ogni business ha bisogno di pianificazione, anche il più piccolo: non puoi vivere alla giornata e aspettare che i clienti chiamino. Anche dopo qualche anno, magari avrai già clienti fissi che ti contattano. Ma sei sicuro che è proprio quella la direzione verso la quale vuoi lavorare? Pianifica il tuo 2019 e vedrai che porterà i suoi frutti: decidi proprio quanti prodotti e servizi vuoi vendere, cosa di nuovo vuoi lanciare, dove vuoi investire.
  4. Se vuoi muoverti bene online non puoi fare tutto da solo. Affidati a professionisti, fai tu stesso solo quello che davvero ti appassiona (ad esempio io col mio sito nuovo in arrivo) ma il resto delegalo (ad esempio ad una assistente virtuale) o affidalo ad altri (web master, grafici…). Una volta costruita la tua visione d’insieme, decidi come muoverti. Potrebbe servititi un nuovo sito, un logo e una brand identity, dei social network su cui puntare, una newsletter… Tutto questo solo dopo aver ragionato bene su quello che vuoi e perché, e poi ti cercherai i professionisti che facciano al caso tuo. Io quest’anno ci ho messo un sacco di tempo a trovare le persone giuste scandagliando il web, ma ora mi sento contenta delle mie scelte. Fare tutto da solo ti porta via tempo e ti incasina i pensieri, togliendo energie ai clienti e allo sviluppo del tuo business.
  5. Circondati di persone positive, che ti sorreggano e supportino. Anche i professionisti che scegli devono tifare per te, ma sto parlando proprio di chi ti circonda. Se hai persone che remano contro, magari anche per il tuo bene, non condividere sempre tutto con loro con entusiasmo, senza volere potrebbero abbattere il tuo umore e la tua autostima. Non puoi fare tutto da solo forse, ma non devi per forza farlo con accanto persone che ti demotivano. Non ti sto dicendo di lasciare famiglia e amici, ma di coltivare il tuo business come se fosse la rosa delicata del Piccolo Principe, da coccolare e proteggere dalle intemperie. Soprattutto se non tis enti ancora così forte ed affermato, devi proteggerti dall’esterno. Gli altri potrebbero non capire, ma tu sai che devi farlo. Fortificati e fortifica il tuo business con te.
  6. Investi in formazione e sviluppo personale. Scegliti un professionista che ti segua passo passo per la tua crescita, segui corsi e aggiornati, rimani attivo. Lo ribadisco sempre: la formazione ti manterrà nel mercato del lavoro e ti farà crescere. Se sei giù trova un professionista che ti aiuti a tirarti su, non è come il consiglio di un amico. Gli amici sono gratis ma non sono esperti e non sono competenti nell’aiutarti a vedere le cose da una prospettiva diversa. Investi su te stesso e vedrai che sarà tutto di guadagnato.
  7. Abbi coraggio: nel business in proprio ne serve tanto. Che non vuol dire propendere per il rischio e osare sempre, ma vuol dire lanciarsi, avere fiducia, crederci appunto. Credere che proprio tu possa avere qualcosa da dare al mondo per fare la differenza. Il business in proprio non può e non deve essere solo voglia di guadagno o bisogno di autonomia, deve essere anche coraggio nelle proprie idee. Se vuoi migliorare il tuo coraggio, qui trovi gratuitamente le competenze che ti servono e gli esercizi per migliorarle.
La perseveranza è, rispetto al coraggio, ciò che è la ruota rispetto alla leva; il perpetuo rinnovarsi del punto di appoggio.
Victor Hugo

 

 

Qual è la differenza tra imprenditore e libero professionista?

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differenza tra imprenditore e libero professionistaTi è mai capitato di chiederti cosa significa essere imprenditore o essere libero professionista?

Ho colto la domanda di una cliente per fare chiarezza sui termini e sul mio punto di vista.

Molto spesso i termini che riguardano il lavoro autonomo vengono assimilati, e questo crea una certa confusione. Qui cerco di farti capire la differenza tra imprenditore e libero professionista.

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Cos’è l’autosabotaggio e come smettere di bloccarti

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Autosabotaggio cos è

“Il peggiore nemico che puoi incontrare, sarai sempre tu per te stesso.”

F.W. Nietzsche

Ti è mai successo di non raggiungere un obiettivo e di renderti conto che in fondo tu e solo tu eri il responsabile del suo raggiungimento?

E allora come mai non ce l’hai fatta, se lo volevi così tanto? Probabilmente perché ti sei tirato la classica “zappa sui piedi”. Insomma, quello potrebbe essere stato un esempio di autosabotaggio in piena regola.

Ma quindi, cos’è l’autosabotaggio?

In psicologia è un costrutto complesso (di cui avevo parlato anche in questo articolo) che si riferisce all’insieme delle azioni che mettiamo in atto, più o meno consapevolmente, e che ostacolano il raggiungimento dei nostri obiettivi a lungo termine. In pratica vorremmo tanto raggiungere il nostro obiettivo, più o meno sappiamo già come fare ma poi “magicamente” ci capitano una serie di intervenienti che ci impediscono di farcela.

E quindi sembra che sia il destino che non vuole o che il mondo remi contro di noi. Ma siamo sempre noi stessi gli artefici in grandissima parte di quello che ci accade.

Facciamo degli esempi

Ti faccio un esempio della mia storia di vita? Io adoro cantare, e ai miei tempi alle scuole medie inferiori c’erano questi saggi di canto alla fine dell’anno scolastico, con varie performance teatrali e artistiche. Beh, io dovevo cantare ma mi vergognavo e poi a scuola c’erano sempre quelli che erano considerati più bravi, più coccolati dai professori. Volevo dimostrare di essere brava ma anche ne avevo paura. E pensa te cosa è successo due volte di fila al saggio di fine anno? Arrivai afona, completamente senza voce per un abbassamento, forse un colpo di freddo. Un caso? Non credo. Ovvio che al terzo anno mi hanno messo a fare altro 😉

Se ci pensi ci saranno nella tua vita esempi di autosabotaggio che ti hanno fatto già capire cosa è e come ha agito sulla tua persona. Se non ti vengono in mente dei casi, provo a fartene qualcuno io, per comprendere assieme come può funzionare anche adesso che sei adulto e professionista che vuoi crescere e migliorare.

Ad esempio le forme di autosabotaggio più comuni tra i freelance sono le seguenti:

  • Aver paura di non farcela e non sentirsi abbastanza bravi
  • Essere incapaci di dire “No” e quindi prenderci impegni che non vogliamo ma che sembra non riusciamo ad evitare
  • Preoccuparsi continuamente che le cose non vadano come vogliamo
  • Essere perfezionisti (ad esempio: non pubblico o non metto online un servizio/prodotto finché non è perfetto)
  • Paragonarci costantemente agli altri che sembrano migliori di noi (leggi anche questo articolo)
  • Procrastinare

Ti trovi in qualcuno di questi casi?

Le cause più comuni

Le cause possono essere molte, ne accenno qualcuna qui di seguito ma come forse già sai non mi piace andare a capire i perché, ma più che altro lavorare sul come possiamo uscirne.

  • Paura del cambiamento e dell’ignoto, con conseguente preferenza della tanto famosa “zona di comfort” e di quello che abbiamo sempre fatto
  • Ansia e bisogno di raggiungere l’obiettivo: abbiamo così bisogno di quel traguardo e questo ci genera talmente tanta ansia e preoccupazione, che se in qualche modo ci autosabotiamo prima è meglio, così l’ansia cala e non sarà necessario far emergere performance eccellenti
  • Pensiamo di non meritarcelo. Esistono studi che mettono in relazione l’autosabotaggio con la scarsa autostima. In definitiva ci prepariamo al fallimento perché siamo intimamente convinti di non meritarci successo e felicità.
  • Siamo abituati a farlo e ci focalizziamo sui fallimenti: invece di concentrarci su tutte le volte che ce l’abbiamo fatta guardiamo in negativo e questo alimenta una circolo vizioso di depotenziamento

Come ti dicevo, secondo il mio approccio non è tanto importante il come mai succede, le cause possono essere anche più di una, e magari risalire a molto tempi addietro. L’importante è come adesso tu, che sai cos’è l’autosabotaggio, reagisci per fare in modo di non farti più bloccare.

Vuoi andare più in profondità e scoprire come funziona l’autoboicottaggio per te?

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“Pensa a cosa potresti realizzare se solo smettessi di metterti i bastoni tra le ruote.”

Seth Godin

Come smettere di bloccarti per l’autosabotaggio

Intanto sapere che esiste e aver letto gli esempi e le cause potrebbe aver risvegliato in te un barlume di consapevolezza e qualche domanda nella tua testa, della serie: “ma allora vuoi vedere che quella volta…”

Ma è importante passare all’azione per mettere a tacere le vocine malefiche e non farti bloccare al prossimo traguardo importante. Prova a pensare dei casi positivi: quando invece è successo che ce l’ho fatta a non farmi fregare? Cosa è successo in quella occasione?

Analizza i casi di successo attentamente e rifletti su cosa stava per succedere, che non è accaduto e quindi non ti sei bloccato, e cosa hai messo in campo per aggirare il sabotaggio.

E poi, in pratica:

1) Identifica come fai di solito ad evitarlo e ricordati di questo potere dentro di te di non cadere nella trappola. Magari sul lavoro ti fai spesso bloccare ma in un altro ambito della tua vita non ti ferma nessuno. Applica quel tuo “potere” anche sul campo professionale che ora ti interessa di più e non farti fregare ma vai avanti come già sai fare

2) Pianifica cosa ti serve per arrivare al tuo obiettivo. Ti sei mai chiesto quanti giorni di lavoro davvero ti servono per arrivare alla meta professionale che ti sei prefissato? Realisticamente intendo, non solo “circa un mese di lavoro”. Se togli gli imprevisti, ferie, e quanto altro può succedere nella tua vita professionale, probabilmente di mesi te ne servono tre invece che uno.

3) Non farti fregare da impegni, extra, lavoretti giusto per campare così intanto metto via un po’ di soldi. Tutto quello che metti in più, tutto quello che procrastini, ha maggiori possibilità di essere accantonato o perdere forza nella tua motivazione. E quindi di non essere raggiunto.

4) Prova a chiederti, ma cosa è davvero importante per il mio business? Che faccio un favore a Tizio o che faccia questa cosa per Caio, o che mi metta, adesso subito a lavorare su quello che io voglio raggiungere senza perdere un altro istante?

5) Smettila di paragonarti ad altri e concentrati su quanto sei speciale tu! Quante cose magnifiche sai fare? Metti uno stop alle “paranoie da autostima” e datti da fare.

6) Passa all’azione. No way, no excuses. Lo dico sempre: sei in crisi, sei bloccato, sei in forse… passa all’azione, Scegli una strada, mettiti in cammino, non aspettare.

 

Non pensi che l’autosabotaggio debba avere nelle nostre vite meno potere di quello che magari ha già?

Non farti fregare e riprenditi subito il tuo potere di decidere tu come vuoi raggiungere i tuoi obiettivi.

Smettere di paragonarsi agli altri

Tempo di lettura: 4 minuti

Come smettere di paragonarsi agli altri

Come fare per smettere di paragonarsi agli altri?

In realtà non credo sia possibile smettere in assoluto, penso che si possano però interrompere i pensieri negativi con alcuni esercizi di base, e ricordandosi chi siamo e dove vogliamo andare. 

A me aiuta molto rifocalizzarmi su alcuni pensieri positivi per ricentrarmi su quello che è davvero importante, su ciò che è la priorità per me e il mio business. Qui ti aiuto a farlo anche tu.

Vediamo assieme come smettere di fare paragoni.

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Cosa fare se gli altri sono migliori

Tempo di lettura: 3 minuti

Al rientro dalle ferie sento via messaggio Claudia, cliente per un percorso individuale nel quale abbiamo esplorato assieme le sue possibilità professionali, tra cui quella di mettersi in proprio. Ci scambiamo un paio di battute e mi dice: “wow ti seguo sui social, ma quante cose belle fai” e “ce l’avessi anche io questa energia”.

E qui mi suona non campanello d’allarme, ho pensato che qualcosa non mi quadrava. Sì vero che è un periodo intenso, dove ho tante energie e le sto catalizzando tutte nel mio lavoro, sono felice e forse si vede anche online. Ma non è che forse la percezione di Claudia sia ingigantita? Non è che forse Claudia stia sovrastimando quello che faccio io, visto che mi segue e mi ammira, e stia sottostimando sé stessa?

A volte succede di pensare “gli altri sono migliori di me” più bravi, più capaciti, più brillanti, vero?

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Sindrome dell’impostore: cosa è e cosa fare

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Della famosa (sì famosa, perché se ne parla molto online e spesso è nei pensieri di imprenditrice e freelance) “sindrome dell’impostore” soffrono generalmente proprio le persone che non lo sono.

sindrome-dell'impostore

Ecco cos’è: la sindrome dell’impostore è termine non tecnico per definire la condizione di chi, avendo ottenuto ampi e ripetuti riconoscimenti del proprio valore e una dose di successo, di quel successo si sente indegno o immeritevole, e continua a sentirsi così nonostante ogni oggettiva evidenza contraria.

Perché dovrebbe interessarti? Perché questa sindrome ha ricadute sui pensieri che facciamo e quindi sul comportamento, provocando in campo imprenditoriale una poco efficace organizzazione e una ancora meno efficace realizzazione dei propri obiettivi e sfide.

 

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Cosa fare quando pensi di non farcela

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Hai presente quando pensi di non farcela?

Ad esempio hai deciso di metterti in proprio, o hai già aperto Partita Iva e pensi che dovresti cambiare strada perché non ce la farai? Questo articolo è per te!

Ad ognuna di noi succede di pensare di aver sbagliato tutto, di non potercela fare, o di non essere abbastanza brava. Pensieri ricorrenti che girando in testa e che impediscono il raggiungimento dei nostri obiettivi professionali e ci demotivano.

Vedremo assieme cosa fare quando pensi di non farcela, e come superare le “crisi” che ti vengono durante il tuo percorso professionale.

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Cos’è il Self Handicapping e come ridurlo

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Self-Handicapping-BiasSelf Handicapping tradotto in poche parole: molte persone si bloccano quando si avvicinano ad un obiettivo. Tutti conosciamo una persona che, proprio prima di raggiungere un importante obiettivo, si è fermata (ad esempio pur mancando un solo esame non si è mai laureata). E’ capitato anche a te?

Perché succede? Ci si impegna, si sacrifica tempo e fatica ad una priorità e poi non la si raggiunge.

Sembrerebbe incredibile eppure si verifica molto più spesso di quanto tu possa immaginare. O magari lo conosci bene e ti ritrovi in questa casistica.

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