Avviare la propria attività, sia che tu abbia aperto P.Iva o che tu lo faccia con collaborazioni occasionali o altre modalità, è un viaggio speciale.

Già in questo articolo ti avevo parlato del mindset per mettersi in proprio, ora andiamo oltre: qui ti parlo di tre elementi tuoi e di quello in cui ciò che vuoi creare entra in relazione con gli altri.

L’auto-imprenditorialità è un viaggio dove servono alcuni step ed ingredienti per essere compiuto con tranquillità. Che poi non è un viaggio tranquillo, teniamolo a mente.

Ma è un percorso che può essere goduto se ci ricordiamo di quello che serve e che è da revisionare e manutentare periodicamente.

Un viaggio fatto di piccoli passi, continui cambiamenti e trasformazioni.

Per avviare una attività serve chiarezza di obiettivi

Se non sai dove vuoi andare, il tuo business non decollerà. Devi partire prima di tutto da cosa vuoi ottenere, dal cosa ti attira nel raggiungere la meta del tuo viaggio.

Perché vuoi aprire o hai già aperto la tua attività? Rispondi a questa domanda per iscritto e poi rileggi la risposta.

Spesso le motivazioni che spingono un professionista a mettersi in proprio sono:

  • “voglio andare via dal lavoro che faccio”,
  • “voglio conciliare meglio i miei tempi di vita/lavoro”,
  • “voglio avere più tempo per me”,
  • “voglio fare le cose a modo mio”

Ne ho citati solo alcuni, ma questi sono obiettivi troppo vaghi. Non sono obiettivi professionali raggiungibili. Perché mancano dettagli ed indicatori di raggiungimento della meta.

Se voglio fare un viaggio, prima di tutto devo sapere dove voglio andare (es. a Parigi) e poi da cosa mi accorgo che sono arrivato? Restando nel nostro esempio magari dal fatto che parlano francese, che la città è divisa in arrondissement e che vedo la Tour Eiffel vicina o in lontananza.

Per avviare una attività servono coraggio e tenacia

Cosa altro serve per avviare un’attività autonoma? Coraggio e tenacia nel perseguire gli obiettivi.

Questi sono aspetti fondamentali del lavoro in proprio, e non sono sempre facili da portare in valigia con sé. Perché spesso quando si avvia un business, si ha da fuori l’impressione che sia facile o di poter/dover avere tutto e subito. Credenze basate sulla mitizzazione di questa attività, dove sembra di avere tanto tempo libero e libertà, e dai successi di qualcuno che ce la fa in poco tempo. Qualcuno, appunto, ma dietro ci sono sempre tanta perseveranza e lavoro.

Ma quando le cose non vanno come vorremmo, ci aspettano implacabili demotivazione e sconforto, soprattutto se i clienti non arrivano come preventivato.

E così, si ha l’impressione che il business non parta e scattano pensieri spesso ricorrenti:

  • vuol dire che io non sono bravo
  • significa che gli altri sono più bravi di me
  • evidentemente sbaglio io

E’ invece importane ricordarsi che serve non solo andare dal commercialista ed aprire la P.Iva, ma anche il coraggio di fare investimenti, errori, prove, cambiamenti. Che va benissimo partire da una riflessione personale, ma a volte le cause sono più di una. E che abbattersi o colpevolizzarsi non servono di certo a trovare una nuova strada.

Non basta aver fatto un buon business plan, servirà anche la revisione periodica degli obiettivi e degli strumenti per arrivarci.

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Per avviare una attività serve indulgenza verso di sé

Come già citato sopra, un altro elemento importante è che servono indulgenza e la capacità di perdonarsi rispetto agli errori, alle prove, al fatto di non essere ancora pronti come si vorrebbe. Colpevolizzarsi non aiuta, serve un: “ok, e ora che faccio?”

Serve tempo e serve accettare che non tutto può arrivare nelle modalità e tempi preventivati. Che gli errori ci saranno, che si cambierà idea: che un business in proprio se non è flessibile ed adattabile al mercato, alle richieste, ai cambiamenti, è destinato a non perdurare nel tempo.

Bisogna saper mettere in conto gli imprevisti, soprattutto sui tempi e le finanze.

Serve perdono sul fatto che non abbiamo probabilmente tutte le competenze necessarie, ma che dovremo formarci o delegare. O chiedere supporto ad altri professionisti, con metodi e strumenti differenti dai nostri per consulenze e percorsi personalizzati che ci aiutino a vedere il nostro business sotto un’altra prospettiva.

Per avviare un business servono clienti

Ok, sembrerà una cosa un po’ strana da dire: i clienti devono essere il centro dei nostri obiettivi. Al di là di quello che tu vuoi per te e il tuo business, che cosa vogliono i tuoi clienti?

Perché se pensi solo a te stesso, il tuo business non sta in piedi. Quindi oltre ad un buon mindset, obiettivi, coraggio e perdono verso di te, serve anche un focus sugli altri.

Quando avviai la mia P.Iva riuscii a fatturare già più di 20.000€ il primo anno, perché nei due precedenti avevo preparato i clienti, incassato con prestazioni occasionali, fatto esperienze e prove. Eppure sentivo colleghi che aprivano Partita Iva per poter aprire uno studio con un cliente solo, sperando così di farsi conoscere per il fatto di possedere quel numero magico dato dal commercialista.

Secondo me serve una riflessione intensa, se non una pianificazione accurata e un “parco” di clienti già attivo, su chi è il nostro cliente e cosa possiamo dare di speciale proprio noi.

Cosa serve per avviare un’attività autonoma? Se avvii il tuo business pensando solo a ciò che vuoi tu, stai facendo “i conti senza l’oste”:

Fare i conti senza l’oste

prendere decisioni su cose che dipendono dalla volontà altrui senza interpellare la persona interessata, o, più genericam., non tenendo conto di fatti essenziali che ne potrebbero impedire la realizzazione.

Treccani

E a questi clienti serve fare una manutenzione continua: sia nell’ottica della fidelizzazione che di ricerca e studio delle loro esigenze nel mercato.

A che punto sei del tuo viaggio imprenditoriale? Secondo te serve altro?