Cosa serve per “mettersi in proprio”?

Tempo di lettura: 4 minuti

Cosa serve per mettersi in proprio

Ti è mai capitato di chiederti cosa significa mettersi in proprio, le caratteristiche che hanno le attività autonome e quale è quella corrispondente alla tua attività?

Il mettersi in proprio è spesso una necessità, ma per poter crescere è importante anche il mindset con il quale ti approcci alla attività autonoma.

Perché ci si mette in proprio

Prima di concentrarti sul cosa serve, prova a pensare perché hai deciso o stia pensando di metterti in proprio, di aprire una P.Iva, sia essa come freelance o lavoratore autonomo o come imprenditore.

Mi vengono in mente due motivazioni principali, che ritengo spesso profondamente legate tra loro nella motivazione di molti professionisti di avviare una attività in proprio.

Per necessità:

– l’azienda con cui lavori ti “costringe” (ahimè sì, succede) ad aprire Partita Iva per poter lavorare. Non vuole accollarsi gli oneri di un lavoratore dipendente, vuole sfruttare i benefici del “mi costi meno e io non ti devo nulla” e tu accetti aprendo la P.Iva e sperando che ti tengano con loro e ti diano sempre più lavoro.

Sai, vero, che ci sono dei limiti alla tua P.Iva affinché non ci sia presunzione di rapporto dipendente e non sia ritenuta “fittizia”?

  • La durata delle committenza con la stessa azienda deve essere inferiore a 8 mesi all’anno, per massimo due anni consecutivi
  • Il corrispettivo economico della committenza deve corrispondere a meno dell’80% del totale fatturato per due anni consecutivi (cioè non puoi lavorare solo con quella azienda e fatturare tutto da loro)
  • Non puoi avere con loro una postazione fissa di lavoro e degli orari fissi da rispettare, ma devi poterti organizzare in autonomia

– non sai più come conciliare il tuo lavoro con gli altri impegni famigliari o con la tua necessità di maggiore autonomia e, non riuscendo a trovare l’azienda giusta, decidi di metterti in proprio. La spinta non è quella di “volere” la P.IVA, ma di “non avere alternative” se non metterti in proprio per fare quello che vuoi e come ti piace

Per desiderio:

– vuoi mettere in campo finalmente le tue competenze e sfruttarle al massimo. Magari hai avuto anche esperienze come lavoratore dipendente in aziende, ma non ti sei sentito valorizzato e hai deciso di metterti in proprio. Hai pensato che per metterti in proprio servano delle buone competenze e ti sei lanciato.

– vuoi essere “padrone” del tuo tempo ed organizzarti in autonomia. Ricorda che questo sarà uno scoglio impegnativo della tua attività: organizzarsi quando si lavora da soli, magari anche da casa in una attività libero professionale, può risultare davvero complicato. E’ molto più facile rispettare tempi e scadenze quando lavori per altri con orari più o meno fissi, rispetto a quando lavori da solo.

– di soldi: vuoi guadagnare di più col tuo lavoro, perché magari sei anche bravo, e l’unico modo per non avere un blocco alle tue capacità è quello di lavorare in autonomia e guadagnare tu stesso dal tuo lavoro.

– etico e di gestione del lavoro come ritieni opportuno. Sì. a volte succede che tu voglia fare le cose a modo tuo, non solo nell’organizzazione, ma perché ritieni corretto e giusto fare in un modo differente da quelli che hai conosciuto lavorando per altre aziende e magari anche per altri professionisti.

Come mai ti ho parlato del tuo “perché”? Penso che una riflessione su cosa ti spinge ti possa far capire meglio quale motore si è innescato dentro di te: il mettersi in proprio è una passione, un desiderio o una necessità? Se ci sono entrambi va benissimo, se è solo un bisogno che non riesci a soddisfare in altro modo, potrebbe a lungo termine crearti difficoltà di motivazione e di visualizzazione della tua crescita professionale ed imprenditoriale.

Ok, ora che hai individuato i tuoi perché, cosa ti spinge o cosa ti ha spinto, proviamo a capire assieme cosa serve per mettersi in proprio.

Cosa serve per mettersi in proprio

Anche qua cerco di schematizzare e semplificare concetti che richiederebbero una trattazione molto ampia. Quello che ti serve sono innanzitutto competenze.

Trovi nella checklist gratuita che ho creato le dieci competenze imprenditoriali principali che ho individuato. E gli esercizi per implementarle:

Voglio la checklist per verificare le mie competenze imprenditoriali

Competenze tecniche 

  • le competenze necessarie al tuo lavoro, quelle che proprio devi implementare per fare quello che vuoi tu (es. per me psicologa del lavoro potrebbero essere la tecnica del colloquio, le competenze di empowerment, la valutazione del benessere e dello stress…). Per un approfondimento leggi anche questo articolo
  • devi diventare molto bravo nel tuo lavoro se vuoi emergere rispetto alla concorrenza e far durare la tua attività nel tempo: non potrai fare tutto, magari specializzati su alcune cose particolari che ti permetteranno di distinguerti e di rafforzare la tua autostima e la tua immagine professionale

Competenze trasversali

  • sono le competenze che ti servono per cercare e gestire i clienti, per valorizzarti, per portare avanti la tua attività autonoma
  • sono le competenze che fanno la differenza tra te ed un altro professionista a parità di formazione e competenze tecniche.
  • è ciò di cui si innamorano” i clienti quanto decidono di lavorare con te: magari sei molto bravo e titolato, ma li convinci perché sei tu e traspare il tuo modo di essere da come comunichi, ti organizzi, come sei sui social…

Perché la Partita Iva non basta

Se chiedi cosa serve per mettersi in proprio molti ti risponderanno d’impulso: “La partita Iva!”. Sì, vero, quella ti serve per poter vendere i tuoi prodotti e servizi in modo continuativo, è fondamentale se hai un sito e se la tua attività non è solo un hobby saltuario ma il tuo grande sogno.

Ma oltre alla P.Iva, che puoi aprire facilmente con il tuo commercialista, c’è molto di più. Ci sono le competenze, come già ti ho detto sopra, da acquisire ed aggiornare spesso.

C’è la tua mentalità, il tuo mindset che ti rende un professionista autonomo. Prima di tutto devi essere imprenditore o libero professionista nella tua testa, nella tua vision futura, nei tuoi desideri.

Spesso i nostri pensieri e quello che facciamo sono molto legati, ma non è scontato che sia così. Io credo fortemente che si diventi ciò che si diventerà in futuro col pensiero: prima dobbiamo pensare che sia possibile, che ci piaccia, che sia la nostra strada, per poi passare al’azione ed aprire P.Iva e attrezzarci con tutto quello che serve.

Anche il mindset è da revisionare periodicamente: quando si è imprenditori si è soggetti spesso ad autoboicottaggio, pensieri negativi, cali di motivazione e paura del fallimento. Non basta dire “ce la posso fare” per riuscirci e spesso può servire un supporto per vedere le cose con una prospettiva differente.

Io ti consiglio di revisionare la tua idea imprenditoriale almeno ogni quattro mesi, vedendo cosa sta andando, cosa puoi migliorare, cosa ti serve e in cosa sei fortissimo e nessuno ti può fermare 😉

 

Fai già la revisione del tuo business?

 

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