Esiste davvero una netta differenza tra psicologo e coach? E in base a cosa scegliere il professionista?

Ho deciso di parlare della differenza tra psicologo e le altre professioni “simili” in questa settimana che racchiude la giornata nazionale della psicologia (il 10 Ottobre).

Ho notato che online tutti i primi risultati di Google presentano siti di coaching e counseling, dove è specificato a gran voce che queste professioni non sono affini a quella dello psicologo. Ma è davvero così?

Qui parlo del mio punto di vista come psicologa, e dello stato dell’arte delle differenze e similitudini tra queste professioni, in base alla conoscenze in mio possesso.

Segnalo per approfondimenti sul tema, l’opuscolo: “La Psicologia ed i rischi di abusivismo professionale nella tutela della salute delle persone”, realizzato dall’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna in collaborazione con Associazioni di consumatori e rivolto ai cittadini.

Psicologo e psicologia

Parto col dire che la psicologia è una scienza nata nel 1879 a Lipsia da Wundt, e non un metodo come nel caso di altre attività che vedremo dopo.

La professione di psicologo in Italia è normata dalla L. 56/1989 -Ordinamento della professione di psicologo. Per essere psicologo servono:

  • cinque anni di università di psicologia
  • due tirocini pre-laurea di circa tre e sei mesi ciascuno)
  • tirocinio professionalizzate annuale post laurea
  • Esame di Stato
  • iscrizione all’Ordine da rinnovare ogni anno
  • formazione continua
  • codice deontologico che ti impegni a seguire
  • corsi di formazione successivi (scuola di psicoterapia, master, scuole di specializzazione…)

Lo psicologo può essere iscritto all’Albo A o B, a seconda che abbia conseguito la laurea magistrale o triennale: per i laureati triennali nel 2001 è nata la figura del “Dottore in Tecniche Psicologiche”.

Oltre alla laurea per essere definiti tali i professioni hanno effettuato un tirocinio di 6 mesi, hanno anch’essi superato l’Esame di Stato per l’abilitazione professionale e possiedono l’iscrizione all’Albo – Sezione B.

Coloro che non hanno compiuto questo iter, ma hanno completato la carriera accademica, sono laureati in psicologia.

Lo psicologo del lavoro

Esiste una branca della psicologia che si occupa dei temi del lavoro, risorse umane, comunicazione e marketing, organizzazioni e psicologia sociale. Questi psicologi, a differenza di quelli di ambito clinico, psicobiologico, educativo, si occupano, in prevalenza di:

  • scelte lavorative, dell’inserimento delle persone nel lavoro
  • apprendimento lavorativo e di ruolo
  • motivazione al lavoro
  • processi di socializzazione alla vita professionale
  • costruzione di percorsi professionali e di carriera
  • gestione delle persone (orientamento professionale, reclutamento, selezione, inserimento lavorativo, formazione, valutazione, consulenza di carriera, ecc.)

Coach e coaching

Quella del coach non è una professione regolamentata: non esistono requisiti minimi necessari per fare il coach, nessuna normativa di riferimento, nessun percorso formativo obbligatorio, né obbligo per il professionista di iscrizione ad un albo professionale.

In tale quadro normativo chiunque può definirsi coach senza chiedere permessi o dimostrare alcuna formazione particolare.

La parola “coaching” è apparsa per la prima volta a fine ‘900 negli Stati Uniti per indicare l’attività dell’allenatore impegnato a sostenere, guidare e motivare una squadra o un singolo atleta, per migliorarne le prestazioni.

Da una decina di anni questo termine si è esteso e generalizzato, diventando un intervento indirizzato a individui o gruppi, allo scopo di aiutare a ottenere risultati ottimali in ambito sia lavorativo che personale.

Alcune definizioni di coaching:

Partnership con i clienti che, attraverso un processo creativo, stimola la riflessione, ispirandoli a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale.

International Coach Federation

Metodologia che si basa su una relazione di partnership paritaria (tra coach e cliente) che, attraverso un rapporto commerciale/contrattuale, mira a riconoscere, sviluppare e valorizzare le strategie, le procedure e le azioni, utili al raggiungimento di obiettivi operativi collocati nel futuro del cliente.

Associazione Coaching Italia

Credo si capisca bene che, qualora venga meno l’esistenza di un allenatore che aiuta il proprio coachee a migliorare la propria performance e a raggiungere risultati ottimale, ma si utilizzi questa metodologa per parlare di sviluppo, gestione delle emozioni, analisi, personalità… si stia andando in sovrapposizione con la figura dello psicologo.

Così come quando un coach si occupa di selezione del personale, sviluppo e consulenza organizzativa, gestione di casi di mobbing.

Counselor e counseling

Anche la professione di counselor non è regolamentata in alcun modo e non esiste in Italia.

La definizione più accreditata a livello internazionale di counseling è:

The application of mental health, psychological, or human development principles, through cognitive, affective, behavioral or systematic intervention strategies, that address wellness, personal growth, or career development, as well as pathology.

America Counseling Association (ACA, 2010)

Il counseling è una relazione professionale che aiuta a raggiungere obiettivi di benessere, educativi e lavorativi. Il termine è utilizzato come sinonimo di “consulenza psicologica” ed è utilizzato per indicare attività di sostegno, orientamento, intervento, prevenzione, promozione del benessere, riabilitazione, psicoterapia.

Dopo una lunga diatriba istituzionale che si è chiusa nel 2018, il counseling è riconosciuto fra gli atti tipici della professione di psicologo: fare counseling senza essere iscritti all’Ordine è abuso professionale (cit. Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi).

Mentor e mentorship

Il mentoring è una metodologia di formazione che fa riferimento a una relazione tra un soggetto con più esperienza (senior, mentor) e uno con meno esperienza (junior, mentee, protégé), cioè un allievo, al fine di far sviluppare a quest’ultimo competenze.

(cit. Wikipedia)

Da questa definizione si capisce che il mentor è un esperto di una competenza o di un processo, che passa ad un mentee le proprie competenze. E’ nata come metodologia aziendale di passaggio di competenze.

Qualora un professionista autonomo utilizzi questo termine per la crescita personale e professionale del cliente (non più mentee), a mio parere sta abusando della metodologia, utilizzando per scopi altri, spesso affini alla professione di psicologo.

Differenze tra psicologo, coach e altre professioni

Formazione professionale

Non vi è dubbio che la prima grande differenza sia data dalla formazione professionale: mentre per lo psicologo come minimo sono richiesti 6 anni e mezzo circa di formazione, per le altre professioni non ne è richiesta alcuna.

Codice deontologico ed etica professionale

La seconda differenza è la presenza di un codice deontologico, che per gli psicologi è obbligatorio e regolamenta la professionalità, pubblicità, promozione, etica professionale e gestione del cliente.

Per le altre professioni non esistono codici, ma attestati di qualità rilasciati da associazioni private che certificano i propri studenti o affiliati.

Questo ricade anche sulla pubblicità e marketing, in quanto lo psicologo è attento a cosa promettere risultati, strategie e ciò che dipende unicamente dalla volontà e impegno del cliente, mentre le altre discipline utilizzano liberamente.

Questo significa utilizzare leve di marketing a proprio piacimento, utilizzando sconti, early bird e panacee di ogni tipo.

Tariffe

Non trovo grandi differenze nella tariffazione del lavoro. Seppure è da segnalare che lo psicologo possiede un tariffario di riferimento, mentre le altre professioni no, e quindi, come detto sopra, sono più libere di applicare sconti, 2X1, early bird ed altre tecniche.

Cosa c’è di comune e simile

Ambiti di intervento

Mi piacerebbe dire che c’è differenza tra gli ambiti nei quali questi professionisti si muovono, ma non è così. Aiuterebbe a capire meglio la differenza se potessimo dire che un professionista si occupa di una cosa e un altro di cose differenzi, O che uno si trova in azienda in un settore, e gli altri in altri contesti.

In particolare per il mio ambito, la psicologia del lavoro, non trovo differenze tra ciò di cui si occupa uno psicologo (se non la somministrazione di test ad esclusivo uso psicologico), sia esso inserito in azienda che come libero professionista, e le altre professioni citate, in particolare quella del coach.

Passato, presente e futuro: orizzonte temporale

I coach specificano di rivolgersi ad un orizzonte temporale futuro (seppure spesso si occupano del passato), che è incluso anche nell’intervento dello psicologo, che spazia anche nel passato e nel presente della persona.

Non trovo anche qui differenza significativa, quindi, neppure nell’orizzonte temporale di lavoro di queste professioni.

A te viene in mente qualcosa che differenzi o accumuni queste professioni, che non ho citato?

Scrivilo nei commenti, o parliamone nella diretta che terrò sul gruppo Facebook e su Instagram giovedì 10 alle 17:00.