Spesso mi contattano clienti che ancora non sono e vogliono diventare liberi professionisti. Quindi mi è venuta l’idea di affrontare questo argomento nel sito, soffermandomi anche sul significato dell’Essere Professionali ed Essere Professionista, che può adattarsi sia ai liberi professionisti ma non solo.

Perché ognuno di noi è professionista nel proprio lavoro, o forse mi piace pensare che vorrei fosse così. Perché lavorare è bello se ci metti impegno e, appunto, “professionalità”.

Ma cosa significa?

Il Dizionario italiano riporta la seguente definizione:

professionista

1 Chi esercita una professione intellettuale, liberale, o comunque un’attività per cui occorre un titolo di studio qualificato: rivolgersi a un p.

2 Chi pratica un’attività sportiva in modo esclusivo e continuativo per la quale viene retribuito (di contro al dilettante)

3 estens. Chi trasforma un’attività disinteressata, criminosa o altro in un mestiere e in una fonte di reddito: p. della politica, del crimine

4 fig. Chi lavora con particolare competenza e bravura: quel muratore è un p.

Riflettendo in particolare sui punti 1 e 4, perchè mi sembrano quelli nel nostro caso più interessanti, l’accento è posto sulle competenze che la persona ha in un determinato campo, che siano essere maturate attraverso un titolo di studio o attraverso l’esperienza pratica.

Sembrerebbe che essere professionista significhi quindi:

saper fare

(ad esempio so organizzare un evento), sinonimo di competente, qualificato, esperto, capace

saper essere

(so essere una persona che progetta eventi). Si potrebbe dire che essere professionali possa essere anche legato al credere nelle proprie capacità.

Quindi sei professionista e professionale quando sai fare il tuo lavoro e ne sei consapevole. E, aggiungerei, ci metti il meglio di te delle tue competenze ed esperienze. Essere professionali ovviamente si impara.

In due sensi che vorrei sottolineare in questo articolo:

  • avere un atteggiamento professionale (vedi sotto le caratteristiche importanti) in generale in ogni attività, lavorativa ma non solo
  • essere professionale in campi specifici di attività, sul proprio lavoro, nella propria mansione, nella gestione del cliente ecc…

E il Libero professionista?

E’ un lavoratore che svolge un’attività economica, a favore di terzi, volta alla prestazione di servizi mediante lavoro intellettuale (qui l’articolo in cui ti spiego anche la differenza con l’imprenditore)

L’attività svolta da tale soggetto è detta libera professione.” e che “è un lavoratore autonomo che svolge un’attività di tipo intellettuale”

Mettersi in proprio richiede competenze a volte differenti rispetto a quelle di un dipendente, nel senso che richiede spesso buona capacità di organizzazione, pianificazione, voglia di studiare e mettersi in gioco, capacità di networking…

Essere un libero professionista significa assumersi su di sé la responsabilità della propria preparazione, delle proprie competenze, del proprio operato.

Che chiaramente vale anche per l’Azienda, ma quando si è dipendente spesso di lavora in team, c’è comunque un titolare sopra di te che ci mette il rischio di impresa, e hai maggiori garanzie circa lo stipendio e la mole di lavoro. Essere un autonomo vuol dire metterci tanto del proprio.

E quindi anche prepararsi, essere professionali è anche questo. Libero professionista si diventa, e prima di prendere questa decisione è importante rifletterci bene e prepararsi. Con l’aiuto di un commercialista che può indicare quale sia il regime fiscale più idoneo, ma anche di un orientatore che possa supportare nel fare un bilancio di competenze e nel chiarificarsi il lavoro futuro.

I liberi professionisti possono essere ordinistici (avere quindi un Ordine, un Albo di riferimento per la loro attività lavorativa) o non ordinistici, quindi non organizzati in ordini o collegi.

Secondo dati Eurostat i lavoratori freelance in Italia nel 2016 erano 5.460.500, corrispondente al 24,1% del totale degli occupati. Il 67,8% sono uomini e il 35% ha meno di 40 anni. Il 31,8% non ha un diploma di scuola secondaria, il 40,4% ha il diploma superiore e il 27,8% ha una laurea o un titolo di studio più elevato.

Essere professionali: capacità e competenze fondamentali nel proprio lavoro


Mi sono quindi interrogata su cosa serva sul lavoro per essere eccellente:

Discrezione/Riservatezza

Secondo me una capacità fondamentale.

Chiaro che nel mio lavoro è proprio un obbligo la riservatezza. Ma penso sia un elemento importante che dovrebbe essere proprio di ogni attività lavorativa.

Che brutto quando sento sparlare di fornitori, prendere in giro clienti o parlare male di colleghi e capi. Mi pare anche brutto vantarsi dei clienti che si hanno o dei propri rapporti interpersonali. Anche il rapporto fra sé e le proprie collaborazioni dovrebbe rimanere tale.

Risolvere problemi e non crearli

Alle aziende tendenzialmente piacciono persone che sappiano gestire le attività affidate, e che possano essere dei problem solver più che problem creator.

Questa è una competenza importante, che ad esempio quando si comincia a lavorare o si fa un tirocinio o uno stage è importante mettere in luce: mi viene affidato un lavoro e io lo porto a termine, ci metto dell’impegno, ci metto del mio, magari pensando a prevenire successive problematiche.

Non faccio solo lo stretto necessario, ma mi impegno e mi do da fare.

Puntualità

E’ anche una forma di rispetto. E ti parla una che fa fatica spesso ad arrivare in anticipo.

Ma se viene data una scadenza o un appuntamento, è importante rispettarli al meglio. Senza fare le corse, ma magari anche con un po’ di anticipo rispetto alla richiesta. Quando ero all’Università cercavo di finire di studiare per l’esame sempre qualche giorno prima, per avere il tempo di ripassare con calma, testare la mia preparazione, spiegare quello che avevo capito ai miei compagni di studio.

Sul lavoro sempre più frenetico non è sempre possibile arrivare molto per tempo, ma una buona organizzazione dei propri impegni e scadenze (magari con una to do list) è fondamentale per essere professionali ed inviare un messaggio di serietà.

Correttezza, Eticità

Quindi fare un riflessione circa il proprio comportamento “soprattutto in quanto intenda indicare quale sia il vero bene e quali i mezzi atti a conseguirlo, quali siano i doveri morali verso sé stessi e verso gli altri, e quali i criteri per giudicare sulla moralità delle azioni umane” (cit. Dizionario Treccani).

Significa porsi una domanda rispetto a quello che si sta facendo e come lo si fa.

Capita a tutti di fare scivoloni, a me anche sono capitati, ma credo sia importante anche addormentarsi con la certezza di aver fatto le cose senza barare, senza ingannare, copiare o “fregare” o per lo meno senza averlo fatto consapevolmente.

Non tutte le professioni sono sempre etiche, a volte è necessario scendere a compromessi con sé stessi, ma credo sia importante essere coscienti circa ciò che si sta facendo e come.

La correttezza paga (soprattutto di relazioni positive con gli altri), il suo contrario forse nell’immediato sì ma alla lunga è deleterio per qualsiasi professione, autonoma o dipendente.

Responsabilità

Molto collegato al punto precedente, credo che il tema della Responsabilità sia molto importante oggi.

Prendersi la responsabilità delle proprie azioni e dei propri discorsi è fondamentale. Ma tu ci credi davvero in quello che fai e in quello che dici? Perché secondo me al giorno d’oggi ci si lamenta tanto, nulla va bene ma non è poi tanto vero.

Vuoi smettere di lamentarti? Scopri qui come ti aiuto a diventare protagonista della tua vita.

E i Social Network sono anche dei grandissimi catalizzatori di queste “lamentazioni” a volte estreme o pour parler. Ecco, essere professionali secondo me è anche essere coerenti nelle azioni e nelle parole.

Quali altri aspetti fondamentali dell’essere professionale ti vengono in mente?