Perché l’Europa è importante in cinque pensieri – Parte 2

Tempo di lettura: 4 minuti

L'Europa è importante, vieni a scoprire perchèSeconda parte dell’articolo della scorsa settimana sull’Europa e sulla sua importanza. E’ un tema a cui tengo e ho scritto davvero un sacco di cose, così ho dovuto dividerle in due pezzi.

Se hai letto il precedente articolo avrai già scoperto i miei punti 1 2 e 3. Ora mancano gli ultimi due di questa cinquina che ho promesso dal titolo 😉 L’Europa è importante per me, e dovrebbe esserlo anche per te perché in ambito formativo ed educativo funziona davvero bene e ci aiuta tutti.

Aspetto le tue opinioni nei commenti per confrontarci assieme sulle possibilità che l’Europa ci regala.

 

4. L’Europa ti permette di relativizzare e riflettere sul nostro paese

Parlare in inglese poi a noi italiani fa proprio bene, apre la nostra mente e ci permette di ridimensionarci un po’.

Secondo me al giorno d’oggi si pecca un po’ tutti molto di autocentratura, guardiamo solo il nostro ombelico. Uscire dai confini nazionali (anche se il training è ambientato in Italia) e capire che sappiamo l’inglese peggio del peggior paese che abbiamo in mente (perché diciamocelo, appena usciamo dal Bel Paese pensiamo che gli altri siano peggiori di noi). Rendersi conto che in inglese siamo proprio dei caproni, un po’ perché siamo pigri, un po’ perché a scuola la materia è trattata con poca attenzione, un po’ perché traduciamo tutto, dai libri ai film alle pubblicità.

Prendere coscienza dei pregiudizi che gli altri hanno su di noi: urliamo troppo, portiamo sempre gli occhiali da sole, siamo ossessionati dal cibo e dalla paura di non mangiare abbastanza, siamo a volte aggressivi e irruenti, abbiamo dei treni che sono sempre in ritardo (e pare solo noi in Europa), non sappiamo parlare inglese neanche nel bar più frequentato da turisti di Roma.

Insomma, anche noi siamo umani e non siamo meglio degli altri (sì perché questi pregiudizi son tutti veri). Scendere dal piedistallo fa bene all’ego e alle relazioni.

Ti fa capire che anche tu sei umano e che devi essere un po’ più benevolo con gli altri, italiani o stranieri che siano.

Io adoro l’Italia, sia chiaro, penso di essere davvero fortunata ad essere nata in questo paese. Ma adoro anche l’Europa, e non riesco proprio a capire come si possa essere contrari a questa istituzione. Io adoro l’Euro la nostra moneta unica, adoro che sia possa girare con la carta di identità, che i conti siano facili, che non ci siano mille monete da spendere in aeroporto al ritorno, che sia tutto più semplice nel passaggio, che ci sia la possibilità di confrontarci con altre culture così agevolmente.

E vorrei che tutti noi ci abituassimo agli scambi con le altre persone e al dialogo. Vedere gli altri, capire come siamo fortunati, cogliere punti di vista diversi, incuriosirsi su culture diverse. Questa è Europa per me.

Non dico che sia tutto rose e fiori, ma a me piace e non voglio rinunciare alle splendide possibilità che l’Europa ci dà.

L’Europa ci permette di parlare del nostro Paese con altri, di capire le sue sue peculiarità. Ad esempio hai mai pensato che noi abbiamo davvero tantissimi dialetti, e che siamo bravissimi a riconoscerli? Ho fatto un esperimento a Bolsena: la barista ha capito da poche parole che ero del Nord e che ero lombarda. Non le ho chiesto la città perché magari beccare Mantova era difficile (penso che più della metà degli italiani non sappia neppure che Mantova sia in Lombardia quindi individuarla è davvero arduo). Ci hai mai pensato?

E hai mai realizzato che abbiamo tanti fiori, tanti più di quelli che i greci possono immaginarsi? 😉

Non saranno informazioni che ti cambiano la vita, ma ti aiuta a vedere la tua vita quotidiana con occhi diversi e ad apprezzarla.

 

5. L’Europa ti aiuta a partecipare a training davvero utili

E così arrivo all’ultima esperienza fatta, nei training in cui sono stata coinvolta in questo mese.

Sono tornata domenica da un training sulla gamification e game design con la cooperativa Muovimente nel Lazio. Ho avuto la possibilità di partecipare a questa fantastica esperienza dove ho sperimentato nuove tecniche per mettere elementi di gioco nelle attività quotidiana e negli strumenti professionali che utilizzo. Abbiamo avuto modo di confrontarci sull’importanza dei giochi, i videogames, i boardgames (giochi da tavolo) e tutte le implicazioni psicologiche e sociali dei giochi. Alle persone piace giocare, e lo sai che i giochi promuovono valori e possono promuovere attivismo e socialità o idee anche negative e razziste?

A me ha aperto un mondo, un po’ perché sono appassionata di giochi, un po’ perché in effetti il numero di giocatori di videogames in effetti è in crescita (una stima di 70 milioni di giocatori, più degli abitanti in Italia). Ci sarà un perché, no?!

Sarà che essendo una psicologa sono sempre interessata all’essere umano, ma a me queste cose interessano molto. Come pensano le persone, cosa vogliono, cosa cercano è un tema molto affascinante. Se nel tuo lavoro ti occupi di persone queste cose non possono non interessarti.

L’Europa è troppo importante perché permette che questi training di confronto e riflessione avvengano, e che le idee circolino da una comunità all’altra, da una città ad un altra.

Nei prossimi mesi sarò coinvolta in un progetto europeo triennale per la formazione di giovani disoccupati tramite una piattaforma online. Sette partner europei che coopereranno per far fronte a questa problematica comune e mettere assieme metodi e competenze per aiutarli. Non è forse utile questo? Riusciremmo a farlo in Italia?

Non credo, servirebbero cifre importanti e resteremmo chiusi alle nostre idee un po’ provinciali e di confine (si perché siamo un paese periferico rispetto all’Europa e quindi un po’ più chiuso, ce ne rendiamo conto, vero?! Vedi punto sopra).

 

 

Dimmi la tua opinione nei commenti, mi interessa confrontarmi sul tema.

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