Il Festivaletteratura 2020 mi ha regalato anche quest’anno interessanti argomenti e spunti di riflessione, che ho cercato di racchiudere in tre input per condividere ed aprire un confronto su queste tematiche.

Questa edizione è stata più modesta rispetto alle precedenti, a causa delle misure anti-assembramento e della paura di molti di stare troppo a contatto con altre persone. Ma ha comunque regalato ottimi incontri con gli autori e stimoli interessanti. Anche per l’evento di questo 2020 (leggi i post sulle edizioni precedenti 2019, 2018, 2017 e 2016), l’incontro con esperti ed autori mi pone domande di vita e di business.

Festivaletteratura 2020 argomenti in tre idee

I virus fanno solo male?

Ho avuto la fortuna di seguire anche quest’anno un evento condotto dall’evoluzionista Telmo Pievani.

In questo caso con la partecipazione di David Quammen che ha ipotizzato nel 2012 nel libro Spillover l’arrivo di una pandemia da coronavirus e ha recentemente pubblicato in un articolo su The New Yorker alcune interessanti ipotesi sull’origine per l’uomo di questo virus (non più pipistrelli ma pangolini?).

Parlando di metodo scientifico, mutazioni e cambiamenti si è disquisito di virus e dei loro vantaggi e svantaggi. Pensiamo ora tutti alla pandemia di Covid-19, ma gli autori hanno dimostrato che i virus possono essere anche portatori di vantaggi attraverso il trasferimento genico che apporta miglioramenti alle specie e anche all’uomo, che altrimenti avverrebbero in moltissimi anni.

Interessantissimo evento, attuale e ben condotto: nella pagina relativa del Festivaletteratura 2020 ci sono gli approfondimenti del caso e un Ted talk di Quammen.

Scenari futuri? Il problema dei super-batteri che si stanno creando negli ospedali, la cui resistenza agli antibiotici è più veloce della creazione di nuovi metodi di contenimento.

Cervello e sonno

Un altro interessante argomento del Festivaletteratura 2020 è stato quello con Stanislas Dehaene con Davide Crepaldi “Cervello umano: 1 – Computer: 0” (qui l’abstract).

In questo intervento che ha mischiato psicologia e neuroscienze la conclusione è che il cervello non è una pagina bianca, ma è come uno scienziato che studia ed elabora secondo strutture innate che possono un po’ adattarsi agli apprendimenti (es. chi legge ad esempio usa una area del cervello di solito deputata alla visione, che gli analfabeti usano solo per lo scopo primario).

Inoltre una interessante scoperta dagli studi su umani e primati: il sonno ci permette di rivivere ciò che abbiamo fatto durante il giorno. E quindi di astrarre, rielaborare le informazioni e creare collegamenti che prima non avevamo considerato. Quindi attenzione a dormire tanto e bene: è vero il detto popolare “la notte porta consiglio”.

Anche la pennichella aiuta, perché un po’ come la notte ma in piccolo, non sottovalutiamola, soprattutto noi freelance che abbiamo bisogno di performare e inventarci nuove idee.

La visione e la perseveranza

L’architetto e designer Antonio Citterio ha parlato di visione e di come questa sia importante per capire da dove partire per un progetto o una idea. E di costanza: provare e riprovare finché le cose non funzionano. Ho più volta sottolineato l’importanza della vision come primo step per il proprio progetto professionale, mi sono trovata in sintonia con le sue parole.

Inutile pensare al progetto intero, ma meglio scomporlo in piccole parti e task da svolgere un pezzo per volta. Altrimenti il progetto ci sovrasta e noi non sappiamo da dove partire. Se invece partiamo dalla idea complessiva e poi dividiamo in piccoli obiettivi, sarà più semplice raggiungerlo e ragionarci su un passo alla volta.

L’autore ha anche sottolineato come il teamwork sia importante, perché nessuno può fare tutto da solo. Spesso ricordo di affidarsi a professionisti per farsi aiutare, in quanto non possiamo fare tutto da soli e riuscire senza sentirci sopraffatti. Ogni tanto è importante sentire una voce diversa che converge sul modo di lavorare con la propria professione.

A me sembra ci siano input interessanti su cui riflettere nella nostra quotidianità, che ne dite?

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