Come sai, se mi segui sui social, sono appena tornata da un viaggio.

Un viaggio breve, una settimana, ma parecchio lontana: in Messico. In particolare in Yucatàn (con l’accento tronco molto marcato, che in questa zona del mondo ho scoperto applicarsi ad un sacco di parole che noi pronunciamo a volta come piane: Chichèn Itzà, Tulùm, Cancùn…).

Già in questo articolo avevo parlato del perché viaggiare fa bene, e ora voglio parlare del perché il viaggio ci trasforma ed è spesso una metafora della vita e della crescita interiore.

Premetto che in questo articolo parlo della mia esperienza, di un viaggio organizzato interamente da me, on the road, con spostamenti di location quasi ogni giorno, dove mi sono mossa utilizzando le guide turistiche (in particolare la Lonely Planet) e prenotando hotel e b&b con siti web. Non sto parlando di vacanze in villaggi all inclusive blindati da guardie e cancelli di sbarramento, e non sto parlando di zaino in spalla e dormire dove capita (ok, a volte prenoto anche io all’ultimo minuto).

Diciamo che mi riferisco ad un viaggio accessibile ai più, sia in termini di costi che di esperienza pratica. Dove ci si mette un po’ alla prova ma senza estremi o senza mettersi in situazioni di potenziale pericolo o potenziale incertezza.

Viaggiare fa conoscere cose nuove

Su questo punto secondo me c’è poco da obiettare: quando si viaggia, praticamente senza accorgersene si imparano cose che prima non si conosceva.

Ad esempio ho imparato che:

  • la carta di credito non è diffusa come credevo in Messico, e che l’efectivo (denaro contante) è condizione necessaria per poter viaggiare in questa parte del mondo.
  • Ho scoperto che si mangia benissimo e cose davvero diverse dai classici nachos o burritos che troviamo nei ristoranti messicani in Italia: ho mangiato ottimo pesce ed ottima carne.
  • Ho scoperto che ci sono dei caselli di pagamento pedaggio, da pagare in contante, oppure ci pensa il poliziotto di turno a farti passare previa mazzetta (in questo caso pagata in euro, perché per fortuna mi erano rimasti soldi nella nostra moneta).
  • che i cenotes (quella specie di “pozzi” di acqua piovana in mezzo alla giungla) sono spesso un insieme di grotte e cenotes concatenati. E che erano considerati sacri dai Maya e che vi si possono trovare ancora manufatti autentici tra le grotte e concrezioni rocciose.
  • che il Mar dei Sargassi è chiamato così proprio per i sargassi, che non è un nome inventato ma è qualcosa che si trova nel mare. Hai capito cosa sono?

Insomma il viaggio trasforma e fa apprendere cose che prima non si conoscevano (potrei citarne tranquillamente mille, apprese solo in questa settimana) e per questo è spesso utilizzato come metafora per la formazione, l’apprendimento.

Il viaggio fa uscire dalla comfort zone

La famosa zona di comfort, la nostra oasi facile e felice di tranquillità, di cui tutti abbiamo bisogno. Ecco il viaggio ti porta un po’ fuori, ti fa conoscere un pezzetto in più di limiti, a volte mette a dura prova.

In questo viaggio ho scoperto (o meglio ne ho avuto conferma) che probabilmente non sono portata per i climi caldi e umidi. Di solito non soffro il caldo ma quando sono lì, tutta appiccicosa e sudata giuro che impazzisco. E’ una cosa che mi fa sclerare, capita anche a te?

Il viaggio permette di conoscere un po’ di più, di testare i limiti, di portarci ai limiti della sopportazione. Il viaggio ti permette di entrare in un mondo extra-ordinario (perché diciamocelo, non è la quotidianità) e di poter tornare indietro trasformato. Proprio come si parla ne Il viaggio dell’eroe, che è anche il nome del mio servizio di trasformazione del branding mindset.

Il viaggio ti permette di fare un passo in avanti, essere trasportato in una nuova dimensione differente.

Il viaggio ti cambia, sempre almeno un po’

Viaggiare quindi spesso porta cambiamento, e per questo ne è utilizzato come metafora. Proprio perché si esce dalla comfort zone, si fa qualcosa di nuovo, non è possibile tornare alla situazione precedente come se nulla fosse. Il solo fatto di spostarsi fisicamente da casa cambia la prospettiva, il punto di vista. Permette di toccare con mano, assaporare colori e sensazioni di un posto nuovo.

O dello stesso posto di sempre, ma con occhi diversi.

Per questo il viaggio è una metafora così importante di crescita personale: questo vedere le cose da un nuovo point of view, è un po’ ciò che spesso serve fare per affrontare un cambiamento, una nuova strategia, un nuovo ostacolo sulla strada professionale (e personale).

Viaggiare aiuta l’audacia e il coraggio

Hai mai pensato che quando viaggi, quando sei lontano da casa, dalle convenzioni e dalle aspettative, può avvicinarti più facilmente a ciò che vorresti essere e a ciò che ti piace fare e sperimentare?

Allontanarsi, staccare, oltre a dare un grande beneficio alla creatività (che per un freelance ed imprenditore sono fondamentali), aiutano a connettersi con parti di sé che a volte vengono un po’ lasciate in disparte nella quotidianità.

Poi ti è mai capitato di fare un viaggio con persone che non erano in sintonia? O scoprire lati di una persona cara (amico, parente o fidanzato) che non conoscevi?

Nel viaggio ci si connette di più con sé stessi e con i propri compagni di avventure, e si possono sperimentare parti di personalità e carattere di cui non si aveva dimestichezza. Per quello il viaggio aiuta a conoscersi.

Aiuta anche ad avere maggiore audacia, a tirare fuori l’eroe che è in sè e che può fronteggiare una novità, risolvere un problema, fare un tuffo da una scogliera o una passeggiata in un luogo nuovo ma che si deve attraversare per forza. E’ fare una strada nuova, è avere il coraggio per intraprenderla.

In questo sito trovi numerose risorse ispirate alla metafora del viaggio, per aiutarti nel tuo cambiamento personale. Puoi esplorarne alcune sulla pagina delle risorse gratuite, ed accedervi:

Il viaggio è sempre stato un tema a me caro: perché sono una viaggiatrice, perché adoro parlare di viaggi e fotografare un sacco, perché uno dei miei talenti ha a che fare con l’esplorazione.

Questo è il motivo per cui l’ho scelto come metafora della mia professione. Ti trovi anche tu in quanto ho scritto?

L’unica regola del viaggio è: non tornare come sei partito. Torna diverso.

Anne Carson