Mettersi in proprio in tempo di crisi: gli errori da evitare

Che cosa significa mettersi in proprio

Mettersi in proprio significa credere nelle proprie competenze e talenti, e convogliarli in una attività libero professionale, artigianale o in un locale autonomo. Questa fase di avvio del business (le altre fasi di una attività autonoma sono lancio, crescita ed espansione) è molto delicata, perché il rischio di procrastinare, richiudere nel cassetto l’idea o lasciar perdere è molto alto.

Quando si sta pensando di aprire un’attività, infatti, si vivono alti e bassi. Ci sono giorni in cui sembra di essere nato per portare a termine la propria missione e altri in cui si è pieni di dubbi: è importante ascoltare le passioni o le persone che attorno mettono il tarlo del dubbio? E chiedono: vale davvero la pena mettersi in proprio con i tempi che corrono?

Non importa che tu stia pensando al mettersi in proprio a 40 anni o a 30 anni. In ogni momento della vita è un processo delicato. E se si unisce ad una crisi economica lo diventa ancora di più.

Come mettersi in proprio in tempo di crisi

Per cambiare la tua vita e fare in modo che tu possa metterti in proprio, serve che il tuo mindset sia orientato alla costruzione di un futuro desiderabile e positivo.

Questa è al fase della ideazione, dove le ispirazioni si susseguono e si comincia a pensare: ” E se fosse possibile che io mi mettessi in proprio?” o ancora “E se funzionasse davvero?”. Qui è essenziale lavorare sul desiderio e sulla vision positiva. Senza pensare alla fattibilità, ma solo costruire e progettare un futuro migliore, possibile e abbondante.

E questo è un momento delicato in una fase di crisi come quella che stiamo vivendo attualmente: pensieri depotenzianti, l’incertezza del futuro, ansie e preoccupazioni di chi ti sta attorno e indotte dai mezzi di comunicazione, potrebbero far pensare a rimandare il progetto imprenditoriale di almeno un anno.

Mettersi in proprio in tempi di crisi non è facile. Ma può aiutare molto, perché impone di fare passi lenti e ponderati.

Spesso nell’avviare un’attività si corre: guardando i competitor, ascoltando tutti i consigli di marketing online, ascoltando le proprie ansie e preoccupazioni di “dover avere tutto pronto” prima di cominciare. Si fanno scelte di personal branding premature, prima di impostare il business e valutarne la sostenibilità.

In tempo di crisi tutto questo è rallentato dalle necessità esterne contingenti: non ci si può permettere di fare investimenti veloci o di mettersi in proprio aprendo la P.Iva senza un piano economico e la certezza che il business stia in piedi.

Mettersi in proprio: ecco come riuscirci

Ci sono così tante cose da fare quando si vuole mettersi in proprio:

  • scoprire e utilizzare i talenti
  • lavorare sulla propria vision
  • analizzare il proprio business model
  • ideare i propri prodotti e servizi
  • vincere le resistenze di chi è vicino e che, anche in buona fede, scoraggia nell’intraprendere l’avventura imprenditoriale
  • trovare e gestire i primi clienti
  • sperimentarsi

Accetta che non puoi fare tutto da solo, a meno che tu non abbia tutte le competenze e capacità per poteri aiutare in ogni fase dell’avvio del business.

Ma per aiutarti a capire cosa fare e da dove cominciare, insieme a Tiziana Scano che si occupa di marketing e comunicazione, abbiamo creato un metodo, con check-list e mappa che puoi scaricare gratuitamente per monitorare ed avviare tutte le attività da tenere in considerazione in fase di avvio:

Perché le persone si mettono in proprio in tempi di crisi

In questo periodo sto continuando a lavorare con chi sta pensando di avviare un attività: perché? Sono tutti impazziti presi da idee inconsistenti e folli, oppure ci sono dei fondamenti interessanti e da considerare anche nel tuo caso?

Secondo me le ragioni sono tre:

  • la crisi mette di fronte a domande cruciali, come: “Voglio che sia questa la mia vita?” o “Sto bene le posto attuale o rimando il mettermi in proprio solo perché “è comodo”?”
  • la chiusura delle aziende o la cassa integrazione possono essere vissute come opportunità: “Le cose vanno male, e ora che voglio davvero fare nella mia vita professionale?”
  • “Cosa sto aspettando ancora?”: per molti è il omento di prendersi questo tempo di rallentamento o lavoro da casa per prendere in mano finalmente il sogno nel cassetto e lavorarci per capire se è fattibile e se potrebbe funzionare per il prossimo anno.

Cosa ne pensi? E’ arrivato anche per te il momento di ripensare al tuo progetto e dargli una svolta?