Perché essere in proprio è bello

Tempo di lettura: 5 minuti

Essere in proprio è davvero bello.

Non lo dico solo io ma lo pensano in molti.

Ci sono ostacoli, difficoltà, burocrazia, impegno.

Ma quando investi su te stesso e sulla tua professionalità, tutto acquista più gusto e un colore più solare.

Perché ti conviene essere in proprio

  • Sviluppi le tue competenze. Quando lavori come dipendente accresci le tue competenze solo se serve all’azienda, ma difficilmente se senti tu delle esigenze o vuoi cambiare campo. In quel caso devi pagarti da soli i corsi, in orario extra-lavorativo e tutto diventa più complicato. Se sei freelance o imprenditore puoi fare i corsi che vuoi e quando vuoi, sei tu ad organizzarti.
  • Puoi scegliere i progetti su cui lavorare. Se lavori come dipendente devi adattarti alle richieste della azienda e seguire i progetti e le commesse che ti presentano, molto spesso senza alcuna possibilità di scelta o di fare proposte. Quando sei in proprio invece sei tu che scegli per te stesso, sempre. Anche quando ti sembra di non aver alternative, di doverti per forza tenere quel cliente rompiscatole solo perché è grosso, i tuoi clienti e i tuoi progetti sono una scelta tua.
  • Puoi valorizzare la tua professionalità. Se sei bravo puoi farti valere, cosa non sempre vera nelle aziende dipendenti, in quanto il tuo valore dipende molto da come ti vedono i tuoi capi e da cosa hanno la possibilità di farti fare. Nella libera professione sei tu che
  • Puoi cambiare la tua professionalità ed adattarti. La vita di chi lavora in proprio ha la possibilità di essere flessibile ed adattarsi al mercato e alle richieste. Essere un lavoratore autonomo significa prima di altri sviluppare delle competenze che saranno utili al lavoro di domani, e reinventarsi continuamente per migliorare, crescere e cambiare.
  • Puoi decidere il prezzo. Cosa complicatissima per chi lavora in proprio da definire, ma in questo caso puoi davvero valorizzare le tue prestazioni per quello che vali. Dovrai sempre confrontarti col mercato, ma potrai variare in base all’esperienza, capacità, voglia, tempo a disposizione. In base a quanto vali puoi definire quanto vuoi.

 

Le motivazioni per cui è soddisfacente essere in proprio

  • Sei il protagonista. La vita di chi lavora in proprio attraversa momenti alti e bassi ma è lui ad essere il protagonista e a guidare sé stesso e a scegliere cosa fare della propria vita professionale e non solo. Spesso nel lavoro dipendente non si ha tutta questa possibilità di decidere e di definire ciò su cui si vuole lavorare. Di conseguenza si rischia di accontentarsi, appiattirsi e perdere sé stessi.
  • Puoi cambiare quando vuoi. Qui faccio un distinguo: la vita del lavoratore autonomo non è tuta scelte e rose e fiori: come in ogni professione ci sono compromessi, scelte che non vorresti fare e impegni che ti prendi ma che non vorresti più portare a termine. Ma c’è molta più autonomia rispetto ai lavori dipendenti, ed anche se non sembra di avere scelta e di dover sottostare a ciò che decidono altri, sei sempre in grado di guidare tu (vedi il punto precedente). Lavorare per altri e con altri (ad esempio agenzie, enti, associazioni) non è facile ma puoi sempre cambiare. Provare per credere.
  • Gestisci il tuo tempo. Il freelance lavora molto più di quello che comunemente si pensa, non sempre ha sere e weekend liberi. Un dipendente invece (tendenzialmente) quando timbra può staccare la testa e godersi il tempo libero (che lo è appunto anche di testa). Ma il vantaggio per chi lavora in proprio è di essere autonomo, padrone del suo tempo e di organizzarsi impegni e giornate come preferisce.
  • Decidi tu come lavorare. Eh sì, un grandissimo vantaggio è anche che puoi decidere tu cosa fare ma anche come farlo. Secondo la tua etica, i tuoi valori, la tua professionalità. Anche qua puoi decidere tu se scendere a compromessi oppure no. A me ad esempio una volta capitò un caso eclatante in cui dissi proprio ad un mio committente (una società di consulenza) che il lavoro così come lo chiedevano loro non lo avrei fatto. Certo, se sei all’inizio non è facile dire dei no, ma crescendo e investendo su chi sei tu tutto diventa più facile e le redini del tuo lavoro ti rendi conto che le hai proprio e sempre in mano tu. 

 

Non metterti in proprio se…

  • Cerchi lo stipendio e il lavoro fisso. Il lavoro fisso così come in molti lo cercano è destinato a morire. Ne ho parlato nei post relativi al Festivaletteratura 2018 e 2017 dopo interventi che ho seguito molto interessanti. Perciò le persone che si mettono in proprio sono destinate ad aumentare per una riduzione del lavoro dipendente e stabile. Perciò lavorare in proprio diventerà anche conveniente, nel senso che prima ti attrezzi meglio sarà
  • Non vuoi rischiare. Eh sì, il lavoro autonomo è un po’ rischioso (poi dipende anche molto da cosa fai). CI saranno probabilmente degli investimenti per attrezzature e materiali da fare, dovrai investire molto e costantemente sulla tua formazione. Dovrai proporre e spesso verrai rifiutato. Perciò se un pochino di rischio non fa per te, è meglio lasciar stare una professione autonoma. Ma questo non significa che dovrai per forza rischiare molto: io ad esempio non credo proprio di avere una grande propensione al rischio, tuttavia mi rendo conto che le decisioni da prendere nella mia professione sono esponenzialmente maggiori di quelle di un lavoratore dipendente.
  • Non vuoi investire su di te e la tua crescita. Eh sì, l’ho già detto, c’è tanto, anzi tantissimo da investire. Nel lavoro dipendente sono l’azienda, il titolare, i soci che devono prendere decisioni strategiche su come organizzarsi, dove investire, come formare il personale. Nel lavoro autonomo ci sei solo tu che decidi e che devi essere costantemente formato, tendenzialmente molto di più che un lavoratore in azienda. Devi sapere di cosa parli, cosa fai, come lo fai, perché…. molte cose da sapere, molte competenze su cui investire. Vuoi sapere quali sono le competenze fondamentali per un lavoratore autonomo? Ho costruito una guida pdf gratuita con anche esercizi pratici per migliorare queste competenze.
  • Non vuoi stare in prima linea. Nel lavoro in proprio sei tu l’imprenditore di te stesso, e come dicevo sopra, sei tu che devi vendere te stesso. Anche che tu scelta una professione di background, sei tu che dovrai gestire i clienti, chiamare, proporre, presentare il prodotto/processo/servizio. Non ci sono scuse, essere un autonomo significa avere un brand, vendere sé stessi. E a chi vendere e come lo decidi sempre tu (anche quando non sembra), ma sei tu in prima linea che ti esponi, che lavori su te stesso per accettare le critiche, di non piacere a tutti, magari anche di avere dei nemici, o comunque di essere tu e sempre tu al centro del tuo business e della tua promozione
  • Non vuoi investire sulla gestione del cliente. Il cliente è sempre al centro del processo, di ciò che proponi ed è molto importante saperlo ascoltare. Se non ti piace avere a che fare con gli altri, molto meglio un lavoro dipendente dove potrai avere intermediari che lavorino da “front office” per te. Non dico che tu per forza debba essere estroverso per fare il freelance, o che tu debba per forza amare il genere umano sempre, ma un po’ di voglia di metterti in ascolto e di metterti in secondo piano sì.

 

Che ne dici: ti ritrovi in questi punti che volevano dimostrarti perché essere in proprio è bello?

 

 

PS: Ricordati di scaricare la checklist imprenditoriale per testare le tue competenze chiave come lavoratore autonomo:

Scarica la checklist imprenditoriale gratuita

 

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2 Comments

    Vittoria

    ottimo articolo grazie.
    Da leggere e rileggere nei momenti up e anche in fasi di down per ricordarsi che il timone è in mano tua e la mappa del viaggio la decidi tu 🙂

     

      Silvia Gazzotti

      Grazie Vittoria, infatti è proprio da ricordare spesso nella vita da freelance, non trovi?!

       

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