Seppur basti pochissimo per aprire Partita Iva, praticamente un click del commercialista, serve invece molto di più per fare in modo che una attività autonoma porti risultati soddisfacenti.

Da una domanda che mi è stata fatta giovedì durante una diretta con A cup of web, ho colto l’occasione per portare alcune riflessioni e la mia esperienza. Così possiamo confrontarci in merito e cercare di capire quanto serve (e magari anche cosa).

Sono freelance, ma forse quello che non sai è come è cominciata la mia avventura autonoma.

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Seguimi in questo riassunto, ti potrà ispirare nel capire come muoverti.

Quanto tempo mi è servito per diventare freelance

Era il lontano 2008 quando ho iniziato le prime consulenze fuori dall’azienda dove lavoravo, e all’inizio ho lavorato con prestazioni occasionali a codice fiscale. Facevo piccoli interventi in azienda sul tema dello stress lavoro correlato, poi ho cominciato a tenere brevi docenze sulla ricerca di lavoro, sulla comunicazione efficace e la gestione del cliente.

Scelsi di non aprire Partita Iva perché:

  • avevo cominciato le consulenze a metà anno e la mia commercialista mi aveva sconsigliato di aprire l’attività subito
  • non avevo ancora un volume di incassi sostenibile.

In realtà anche gli anni successivi furono altalenati: mi barcamenavo tra collaborazioni con aziende con contratto dipendente, somministrazioni con le agenzie per il lavoro, gli allora co-co-pro e, appunto, le prestazioni saltuarie occasionali. Finalmente il 2010 fu un anno buono, ma proprio perché i contratti erano ancora molto misti, decisi di chiedere alle aziende di aspettare il Gennaio 2011 ed aprire la tanto agognata Partita Iva.

C’è da dire che questa non fu una scelta di altri: molti colleghi aprivano la Partita Iva fatturando meno di 3000,00€ all’anno. Io la apri nel Gennaio 2011 e fatturai più di 20000,00€. Più della media annua degli psicologi in Italia.

Il lavoro nero non lo conto neppure, per me non è concepibile. E chi dice che tutti i professionisti fanno del nero sbaglia di grosso perché c’è una fetta di Italia ancora molto onesta.

Insomma, riassumendo la mia esperienza: ci vogliono almeno due anni da quando cominci ad attivarti (anche mentalmente) a quando ingrani seriamente.

Quanto tempo per verificare il lavoro autonomo?

Anche qua non ho una risposta oggettiva e penso che anche i guru del marketing non possano dare dei dati certi.

Una azienda viene definita in avviamento, quando si cerca di far crescere gli utili, i guadagni a discapito delle spese sostenute. In pratica finchè la azienda diventa realmente sostenibile economicamente.

Ti ho raccontato la mia esperienza, dove ci sono voluti 2 anni e mezzo circa per aprire P.I. e rendermi economicamente autonoma con le sole prestazioni professionali autonome della mia attività.

Intanto ricordiamoci una cosa importante: per far crescere una attività serve tempo e dedizione. Se stai facendo un part-time, se sei preso da tante attività parallele non sarà facile sviluppare, concentrarti solo su una e avviarla bene come le tue aspettative pretendono.

L’unico modo per avere clienti è investirci del tempo. E per impegnare energie positive e profittevoli in quello che fai, devi essere molto concentrato su quello che vuoi raggiungere a distanza di tempo.

Non credo sia opportuno darsi scadenze temporali più brevi di sei mesi per qualsiasi cambiamento che ti aspetti, soprattutto se non puoi dedicare il 100% del tuo tempo nel tuo progetto.

Fissa tempistiche idonee

Non credo ci sia una strategia univoca per definire che tempo darsi. O almeno io non l’ho trovata.

Ma ci sono delle tappe da rispettare, anche per poter valutare se quello che stai facendo funziona.

  1. Parti sempre dai tuoi desideri: come ti immagini il tuo business fra 5 anni? Come è se funziona benissimo ed è esattamente come te lo immagini?
  2. Una volta che avrai lavorato sulla tua vision, su quello che vuoi ottenere, vai a ritroso. Ma solo dopo, prima è importante che tu getti la mente e il pensiero in avanti e ti allinei con ciò che desideri
  3. Cosa ti serve per raggiungere il business che hai pensato? Che passaggi ti servono? Hai già tutte le risorse o ti manca qualcosa?
  4. Quanto ti serve, verosimilmente, per compiere ciascuno di questi passi? Cosa puoi fare subito e cosa invece necessita di più tempo, magari mesi?

Con questa strategie di reverse engineering, cioè dove prima vai in avanti e poi torni indietro col pensiero a pianificare e fissare le tappe, vedrai che sarà più semplice fissare tempistiche idonee e realistiche.

Cosa ne pensi? Sei riuscito a rispettare questi quattro passaggi per capire nel tuo caso specifico quanto tempo serve per far avviare un’attività autonoma?