Cos’è il Self Handicapping e come ridurlo

Tempo di lettura: 5 minuti

Self-Handicapping-BiasSelf Handicapping tradotto in poche parole: molte persone si bloccano quando si avvicinano ad un obiettivo. Tutti conosciamo una persona che, proprio prima di raggiungere un importante obiettivo, si è fermata (ad esempio pur mancando un solo esame non si è mai laureata). E’ capitato anche a te?

Perché succede? Ci si impegna, si sacrifica tempo e fatica ad una priorità e poi non la si raggiunge.

Sembrerebbe incredibile eppure si verifica molto più spesso di quanto tu possa immaginare. O magari lo conosci bene e ti ritrovi in questa casistica.

Questo fenomeno viene definito con il nome di “auto- sabotaggio” o “self- handiccaping”, definito nel 1978 da Steven Berglas ed Edward Jones come:

Qualsiasi azione o scelta relativa alle impostazioni della prestazione che aumenta le possibilità di esternalizzare (o giustificare) il fallimento e di internalizzare (o di accettare la responsabilità per) il successo

In questa definizione si parla di due aspetti importanti:

  1. Locus of control
  2. Responsabilità

Del primo ti ho già parlato nell’apposito articolo, in cui ti ho spiegato come mai è più importante il locus of control interno. Riconducendolo al Self Handicapping, potremmo dire che è importante ricordare che quando non riesci a raggiungere un obiettivo, dipende solo da te farlo oppure no. Tu hai tutte le possibilità dentro di te di poter cambiare il tuo destino e quindi raggiungere quell’obiettivo importante. Addossare la colpa ad altri, al destino, alle circostanze non ti è di nessun aiuto, è solo una giustificazione al tuo operato.

Quindi giustificare il fallimento non ti aiuta a raggiungere il tuo obiettivo. Rimboccati le maniche ed agisci.

Del secondo tema, la responsabilità, abbiamo parlato in un articolo in cui ti ho suggerito esercizi per aumentare la tua responsabilità sulle cose che ti succedono. Tu sei responsabile di quello che ti accade, almeno nel 99% dei casi Tu puoi scegliere di cambiare le persone che frequenti, tu puoi decidere come gestire il tuo tempo. Tu hai la responsabilità. Se la scarichi su altri il tuo potere interno e personale diminuisce, e calano le probabilità che tu raggiunga i tuoi obiettivi e successi.

Come funziona il self handicapping?

L’auto-sabotaggio è tecnicamente un bias, cioè un “errore di attribuzione”, un “errore di valutazione” che facciamo giudicando e soppesando una certa situazione di riferimento (ad esempio il raggiungimento di un obiettivo professionale, la laurea, le nostre capacità…).

Praticamente, senza accorgertene del tutto, costruisci attorno a te ed utilizzi una serie di ostacoli auto-imposti (come mancanza di tempo, procrastinazione, troppi impegni, distrazioni, troppo caldo, troppa fatica…), e così ti auto-blocchi ed ti impedisci di raggiungere i tuoi obiettivi.

 

Come mai l’auto-boicottaggio entra in azione?

Molto spesso a causa della paura del successo. E come agisce? Magari inconsciamente non vuoi che le cose cambino, preferisci rimanere nella tua confort-zone, nella tua situazione attuale.

A volte, anche se quello che ci circonda è noioso, preferiamo rimanere sotto-stimolati e nel “nostro brodino a crogiolare” piuttosto che introdurre novità e stimoli nella nostra vita.

Hai presente il detto: “sai quello che lasci ma non sai quello che trovi“? Ecco, il tema spesso è legato a questo: la paura di quello che ci sarà dopo, che accadrà, fa si che senza accorgertene tu abbia paura di arrivarci.

Hai mai provato? Hai mai fallito? Non importa. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio. – Samuel Beckett 

Ricorda: se non provi non puoi né farcela né fallire. E il fallimento, la fatica, l’impegno, la paura e la gioia fanno parte di ogni impresa ed ogni azione importante che facciamo per noi e per il nostro business.

 

Quali possono essere le cause che portano ad agire il self-handicapping?

  • La paura del fallimento
  • Procrastinare
  • La ricerca del perfezionismo
  • Non essere capaci di dire di “NO”
  • Pensare alla fatica come qualcosa di negativo

Del primo punto ne ho già parlato sopra. Aggiungo poi che sei hai paura del successo, molto spesso rimandi e “prendi tempo”. Procrastinare, pensando che domani sarà meglio di oggi, è spesso un inganno della nostra mente. Se vuoi raggiungere un tuo obiettivo non aspettare, inizia a lavorarci subito e pianifica le prossime tappe. Se rimandi a domani, rischi che il tuo obiettivo si allontani. Non ci sarà mai il momento maturo e buono per cominciare. Il momento giusto è ora.

Un altro tema su cui porre attenzione per evitare il self handicapping è la ricerca della perfezione. Nascondersi dietro alla perfezione da raggiungere è facile non arrivare mai all’obiettivo perché nulla sarà al 100% pronto. Il tuo lavoro non sarà mai perfetto al 100% e tu non ne sarai mai soddisfatta. Perciò il trucco è cominciare: non sei convinta, non sei pronta, non è tutto a posto? Fai comunque la prima azione. Quale è il primo passo che faresti per andare nella direzione del tuo obiettivo? Fallo. Niente scuse. E fallo oggi.

Il quarto punto invece, rimanda al tema della responsabilità sulla propria vita. Non è colpa degli altri o degli impegni che non riesci a raggiungere quello che ti sei prefissata. Sta a te dire di no e mettere davanti te stessa e il tuo obiettivi. Solo in questo caso si riesce a raggiungere i propri obiettivi.

Un altro blocco che entra in azione quando dobbiamo raggiungere un obiettivo è la paura della fatica. Si ha paura che sia troppo impegnativo, che sia faticoso e doloroso. E la parola fatica in italiano è spesa associata al tema del lavoro. Il lavoro comporta impegno e affaticamento. Probabilmente raggiungere il tuo obiettivo sarà davvero impegnativo e faticoso, ma prova ad immaginare la soddisfazione quando hai fatto tanta fatica e sei riuscita. L’impegno, la passione, li avrai messi tu e ti faranno sentire bene: prova a pensare all’impegno nel tuo lavoro, e quindi alla fatica, come elementi correlati alla soddisfazione personale e, di conseguenza, alla tua autostima. Come un allenamento: sarà faticoso sì ma senza quello non potrai arrivare alla gara. Perciò ribalta la prospettiva: allenarsi è bello, faticoso sì ma bello, perché ti permette di farcela.

 

Quali sono le conseguenze dell’auto-sabotaggio

Abbiamo visto come questo bias, questo errore di attribuzione su quello che ti succede, possa mettere una vera e propria barriera tra te e il successo. Sembra insomma che questa strategia di self handicapping abbia il vantaggio di proteggere dal fallimento (fornendo alibi e scuse – non ho abbastanza tempo, non è ancora perfetto, non mi lasciano la possibilità, hanno cambiato questo o quello…), ma riduca sensibilmente le possibilità di successo e di raggiungimento dei tuoi obiettivi.

E come tutte le “trappole” della nostra mente, più la utilizzi più ti abitui ad utilizzarla, ed questa modalità operativa avrà conseguenze anche sugli altri progetti od obiettivi futuri.

 

Quali strategie puoi adottare per ridurla?

Sì, perché evitarla è praticamente impossibile, o comunque si potrà fare dopo molto allenamento mentale.

Qui ti suggerisco alcuni esercizi pratici per cominciare ad agire e contrastare questo bias:

  • accetta le tue responsabilità dei tuoi sbagli e non addossarli ad altri
  • mantieni il più possibile un locus of control interno: tu puoi agire per cambiare le cose
  • fissa obiettivi realistici: scrivi e pianifica cosa vuoi raggiungere, e fissa degli step con delle scadenze (es. entro 1 mese, entro 6 mesi). Non lasciare tutto nella mente ma scriviti e prenditi l’impegno con te stessa. E gli step ti servono per controllare gli avanzamenti e le tempistiche. PS: la prima azione va fatta oggi, evita di procrastinare!
  • crea una routine con orari stabiliti per ogni attività
  • gratificati al raggiungimento degli step

Una volta preparati questi fogli scritti, parlane o mostrali a qualcuno. Prenditi l’impegno di quello che hai deciso e chiedi a qualcuno di aiutarti a monitorare i tempi, aumenterai le possibilità che tu mantenga le tue promesse con te stessa, perché ti sentirai sotto pressione e non vorrai fare brutta figura davanti ad altri.

 

Fatto tutto?

Parlamene nei commenti, così ti aiuterò a migliorare quanto hai “pattuito” con te stessa.

E il self-handicapping se ne va via 😉

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