Della famosa (sì famosa, perché se ne parla molto online e spesso è nei pensieri di imprenditrice e freelance) “sindrome dell’impostore” soffrono generalmente proprio le persone che non lo sono.

Ecco cos’è: la sindrome dell’impostore è termine non tecnico per definire la condizione di chi, avendo ottenuto ampi e ripetuti riconoscimenti del proprio valore e una dose di successo, di quel successo si sente indegno o immeritevole, e continua a sentirsi così nonostante ogni oggettiva evidenza contraria.

Perché dovrebbe interessarti? Perché questa sindrome ha ricadute sui pensieri che facciamo e quindi sul comportamento, provocando in campo imprenditoriale una poco efficace organizzazione e una ancora meno efficace realizzazione dei propri obiettivi e sfide.

Su chi agisce la sindrome dell’impostore

Anche ricerche scientifiche recenti hanno indagato questa sindrome, e gli studi paiono indicare che:

Non ci sono differenze di genere tra uomini e donne in questa sindrome, anche se le donne esprimono più frequentemente il problema

Perfezionismo e comportamenti che tendono a procrastinare

Le persone con la sindrome dell’impostore dubitano di sé stesse e delle loro competenze. Vivono spesso con la paura di fallire, e di conseguenza di poter essere esposte e scoperte dagli altri come, appunto, impostori. Della serie: “non sono molto brava e prima o poi tutti se ne accorgeranno”. Alcune frasi tipiche:

  • “questa volta mi è andata bene, ma non andrà sempre così..”
  • “se ne accorgeranno (che non sono capace)… e allora che farò?”
  • “non sono così brava, non riuscirò a mantenere i risultati”

Le scoperte attuali suggeriscono che la principale problematica per chi è affetto da questa sindrome sia di natura cognitiva piuttosto che emotiva, cioè legata ad uno stato d’ansia razionale, data dai timori di un fallimento e la paura che un giorno possano venire esposti e scoperti.

In accordo con gli studi di Clance et al. (1995), l’apprensione, i dubbi su sé stessi e la paura emergono soprattutto di fronte e nuove sfide e compiti, e spingono l’individuo verso due strategie di coping, di fronteggiamento:

  • cercano di sovrastare le loro paure con una meticolosa preparazione e uno sforzo estremo
  • si impegnano in comportamenti di self-handicapping ad esempio posticipando il lavoro finché può essere a malapena realizzato

Cosa agisce

Paura di deludere le aspettative

Temere di non essere all’altezza delle attese o della percezione, soprattutto se sei portata all’introspezione e all’autocritica. Avere la consapevolezza di poter sbagliare, e magari trovarsi a confronto con persone che apparentemente non ce l’hanno, crea timori ed ansie che vanno ad auto-alimentare la sindrome dell’impostore.

Un locus of control esterno per quello che concerne i successi ottenuti

Cercando di dirlo in parole più facili: se pensi che i successi che hai ottenuto non dipendano da te ma cause esterne (come ad esempio la fortuna, il caso, o “l’ignoranza” dei tuoi clienti che non si accorgono delle tue incapacità), è facile capire come i tuoi timori e ansie aumentino. (qui l’articolo per approfondire il concetto di locus of control e perché è importante)

Bassa autostima

Le persone che ne “soffrono”, sempre secondo gli studi, hanno una scarsa autostima. E’ chiaro che se non hai fiducia in te e nelle tue capacità sarà anche difficile avere una adeguata stima di te e di ciò che sei in grado di fare.

Cosa fare per combattere la sindrome dell’impostore

Sì, si può. E dentro di te c’è un finto impostore: sei proprio sicuro di non saper fare nulla di buono e non essere l’artefice dei tuoi successi? Allora chiudi la tua attività! Se invece di fronte a questa affermazione ti è venuta la pelle d’oca perché una parte di te, anche se piccola, sa che vali e ce la puoi fare, allora ricordati che non esiste nessun impostore, e che quindi questo falso mito bisogna ridimensionarlo.

Faccio ben tre premesse doverose: prima, nel mio approccio di lavoro non ritengo che sia importante capire perché sei così. Quello che sei ormai lo sei, importa poco se dipende da cadute dal seggiolone o altro. L’importante è cosa fai adesso, che sei così, per raggiungere comunque e alla grande gli obiettivi che ti sei data.

Seconda, credo anche che cancellare del tutto questi processi inconsci e magari radicati da anni sia difficile, o proprio impossibile. Ma puoi imparare a conviverci, a riconoscere quando agiscano e a mettere in atto strategie per contenerli e a non farli sovrastare altri aspetti di te più importanti che ti permettono di raggiungere i tuoi obiettivi.

Terza, non credo che su temi così importanti, riguardanti il proprio modo di vedere sé stessi, si possa fare tutto da sole. Serve un aiuto esterno per vedere in altro modo quello che ci succede e per trovare “la luce in fondo al tunnel” e le strategie opportune. Lo dico perché ci credo, lo dico per esperienza: un professionista esterno vede il modo con lenti completamente diverse.

Ergo, puoi subito contattarmi per una discovery call via Skype gratuita per capire se lavorando assieme ti posso aiutare con questo fenomeno o con altre ansie che ti attanagliano circa il tuo business. 

Fatte queste considerazioni, tornando alla sindrome dell’impostore, quello che puoi fare per contenere il fenomeno è:

  • migliorare l’autostima e più in generale l’autovalutazione e l’autocritica verso sé stessi. Relativizzare i successi e gli insuccessi ed imparare a dare il giusto peso a quello che succede e alle competenze e capacità che si posseggono per gestire compiti e imprevisti
  • imparare e creare strategie di coping per fronteggiare lo stress e l’ansia che emergono
  • ristrutturare i pensieri negativi e disfunzionali in modo da farli agire meno o comunque da riconoscerli e aggirarli
  • rafforzare la tua capacità di agire e ridurre il perfezionismo e la procrastinazione

Come sta la tua sindrome dell’impostore? E’ stata messa in un angolo?