In questi giorni in cui si è parlato della festa della mamma, una frase che si sente dire molto da piccoli mi è tornata in mente: “prima il dovere e poi il piacere”.

In questa espressione c’è un verbo che utilizziamo spesso anche in ambito business che è “DOVERE”: “devo ancora fare..”, “dovrei essere come…”, “devo cambiare…”, “devo migliorare…”

Spesso la vita un lavoratore autonomo, o di chi vuole mettersi in proprio è costellata di dovere. Tutte queste frasi, che ciascuno di noi si è detto spesso, forse anche quotidianamente, e soprattutto di fronte a cose che non hanno funzionato, portano ansia e frustrazione.

Quante volte incappiamo in articoli o notizie che ci dicono come dobbiamo gestire il business per avere successo, come dobbiamo pubblicare sui social, quanto si deve fatturare, come devi comportarti con i clienti… ?

Gli esempi sono tantissimi, e finché saremo concentrati su ciò che è necessario, bisogna, si deve, è opportuno, non lasceremo fluire il nostro modo di essere professionisti. In parole povere non lavoreremo proficuamente sul nostro personal branding, scimmiottando esempi di riferimento (vedi anche gli articoli sul confronto con altri).

Può essere utile un cambio di prospettiva, un modo di vedere la quotidianità e gli impegni più piccoli come qualcosa di piacevole, allettante, utile:

Muoio dalla voglia di fare qualcosa di grande e di nobile ma è un mio preciso dovere svolgere i piccoli compiti che mi sono stati assegnati come se fossero grandi e nobili.

Helen Adams Keller – scrittrice

Prima il dovere e poi il piacere

Molto spesso nella vita degli adulti, la vita scorre attraverso le cose da fare, che si devono sistemare/gestire/organizzare, con rari momenti di piacere e di concentrazione su ciò che il nostro corpo o la nostre mente chiamano a sé.

Soprattutto quando ci concentriamo sulle cose che non abbiamo fatto, che non riusciamo a fare, non stiamo aiutando noi stessi e il nostro business.

Tutte queste frasi orientate al dovere, infatti, vanno a minare la nostra autostima ed autoefficacia, in una ottica di concentrazione su ciò che manca, ciò che non c’è, più che su ciò che funziona e in cui siamo capaci.

Nell’articolo precedente ho parlato di come il viaggio ci cambi e sia quindi utile per scoprire parti di sé, superare la propria comfort zone o far emergere e coltivare risorse che risultano inespresse nella quotidianità. Ecco, nel viaggio abbiamo anche la possibilità di mettere più facilmente a tacere la voce del “senso del dovere”. E questo secondo me non fa che essere molto positivo per la nostra creatività e vitalità, indispensabili per un freelance o un lavoratore autonomo.

Esercizi per trasformare “dovere” in “piacere”

Trovare un compromesso tra piacere e dovere, spostando l’ago della bilancia troppo spesso orientata solo al secondo, è fattibile seppure non senza difficoltà. Perché sono fortemente convinta, come sempre quando si parla di persona intera e unica, le strategie e le modalità sono strettamente personali ed uniche.

Penso sia possibile alternare momenti di stretto dovere (perché questo verbo non possiamo cancellarlo dal nostro vocabolario e dalla nostra to-do-list) ad altri più orientati a seguire ciò che ci dona felicità ed autostima.

Accedendo all’area riservata del sito, puoi scaricare gli esercizi pratici che ho pensato per aiutarti a fare questo passaggio dal “dovere” al piacere nella quotidianità, iscrivendoti alla mia newsletter:

Capirai facendoli, che non è affatto semplice questo passaggio, ma che un passo alla volta possiamo fare tanto per modificare il nostro linguaggio e il nostro modo di pensare.

Modificare il linguaggio: dal devo al passo o voglio

Un primissimo passo importante per sostituire il più possibile il dovere col piacere è modificare il nostro modo di parlare. Anche questo non è immediato e non è facile, ma con un po’ di costanza (suggerisco un mese di impegno) si possono ottenere risultati duraturi e significativi.

Quindi, anche in base agli esercizi che hai già scaricato, comincia col sostituire le frasi che contengono il “devo…” con frasi con il verbo volere.

I verbi dovere, potere e volere sono chiamati verbi servili in italiano, ed hanno questo nome in quanto sono “usati” per servire un altro verbo all’infinito. Ad esempio:

  • Io devo fare questo.
  • Io posso fare questo.
  • Io voglio fare questo.

Se ci badiamo, sono facilmente intescambiabili in quanto appoggiano un altro verbo. Il “gioco” sta proprio nel sostituire dovere con gli altri, in modo da dare maggior risalto alla nostra scelta e responsabilità, rispetto alle necessità e i bisogni.

Un cambio, apparentemente facile da fare lessicalmente, difficile da concretizzare in quanto porta ad un cambiamento nel significato della frase e del messaggio che diamo a noi stessi.

Già in questo articolo d’archivio, parlavo di come sia importante che si seguano i desideri per poter donare e energia e vitalità alle nostre azioni e quindi ai nostri progetti. Quindi questo cambio è utile e vantaggioso.

Per cui perché non tentare a piccoli passi e con costanza?

Hai mai provato a contare quante volte al giorno usi nel tuo linguaggio il “devo”? Secondo me potresti rimanere stupito!

Perché è utile sostituire dovere con piacere

Ricapitolando, provo a fare un elenco del perché secondo me funziona concentrarci sempre di più sul piacere e su ciò che vogliamo, piuttosto che su ciò che si deve e ancora manca:

  • dovere genera spesso ansia e frustrazione (che non sono utili per nulla in ogni caso)
  • il devo mette l’accento su ciò che manca e ancora non c’è
  • fare ciò che ti piace rende più facile e motivante andare avanti
  • se ti piace ciò che devi fare sarà più veloce ed allettante realizzarlo
  • se trasformi il “devo” in obiettivi da raggiungere ne trarrai beneficio
  • il piacere, che è collegato a ciò che vuoi e puoi fare, genera energia, motivazione, autostima e responsabilità maggiore: tutte cose che ti donano potere personale
  • il piacere spesso muove la creatività e la progettazione di cose nuove

Ora hai gli esercizi pratici, le indicazioni e il perché è utile. Resta a te la possibilità di far avverare tutto questo e sostituire dovere con piacere e con attività che ti motivino e rendano la tua quotidianità e le cose da fare per il tuo business più appaganti.

Nei commenti hai la possibilità di chiedermi altro, intanto ti auguro buon lavoro e buon piacere 😉