Questa intervista di Storie di empowerment è dedicata a Elena Pasinelli – Style Composer, che spera con questo contributo di poter aiutare altri a credere nel proprio progetto professionale e a non mollare.

Qual è la tua storia di empowerment?

Mi sono approcciata al mondo della consulenza di immagine nel 2013, perché ero rimasta senza lavoro a Bergamo dove abitavo. Sono partita da quello che interessa a me e avevo cominciato ad informarmi. Poi ho trovato lavoro in Svizzera e ho accantonato la cosa, lanciandomi in questa avventura professionale all’estero. Ho lavorato per un paio d’anni là e poi sono entrata nell’azienda di famiglia.

Lo switch professionale c’è stato nel 2016: è stato un periodo in estate in cui mi sono chiesta se ero felice di quello che stavo facendo e, dopo un’attenta analisi, ho deciso di concentrarmi su quello che veramente mi piaceva fare. Ricordo benissimo, era Giugno 2016: mi sentivo toccare il fondo perché non mi piaceva completamente quello che facevo. Ero appena uscita da una storia di dieci anni e dovevo riprendere in mano completamente la mia vita. Le cose andavano perché dovevano andare, ma volevo cambiarle: così mi sono detta: ora penso a me e do una svolta.

Cosa ti faceva brillare gli occhi, all’idea di cambiare?

All’inizio ero proiettata sull’idea del personal shopper, ma quando mi sono informata meglio ho capito che potevo fare ancora di più. Qualsiasi cosa leggevo sulla consulenza d’immagine mi faceva accendere la lampadina: mi è scattata l’idea di personalizzare e di poter fare un sacco di cose.

Fare la consulente di immagine mi permette di esaltare la persona a 360°, di non seguire le mode del momento. Era una cosa più mirata e questo mi affascinava molto.

Qual è stato il frutto del cambiamento?

Ho cominciato a fare tanti corsi prima di cominciare a fare il sito.

I corsi erano nel fine settimana quindi non dovevo chiedere il permesso in azienda, mi permettevano di formarmi senza togliere tempo al resto.
Per come sono fatta io, invece di lanciarmi nel vuoto anche nel marketing e farmi conoscere, ho preferito e voluto mettere le basi anche su tutti gli aspetti legati al mio business.

Cosa c’è di speciale nella consulenza di immagine?

Mi piace il fatto che si possa lavorare sia internamente che esternamente sulla cliente: vorrei far brillare la persona, fare in mondo che possa non tenere conto dei giudizi altrui e dalle paranoie per uscire dal buio, e valorizzarsi al massimo. Partendo dalla personalità e da come è la persona, mi piace il poter creare brio.

Come hai fatto a capire che la consulenza d’immagine era la strada per te?

Il mondo della moda e dei negozi ha sempre fatto parte di me, fin da quando vedevo mia madre vestirsi per andare al lavoro.
Le mie amiche mi chiamavano sempre per consigli, per cerimonie, per shopping. E anche gli uomini mi chiedevano. Ho quindi cominciato a pensare che c’azzecco e lascio qualcosa.

Le idee e gli abbinamenti mi vengono spontanei con gli altri, mi vengono al momento. Lo sento sulla mia pelle, è proprio una mia cosa.

Cosa ti bloccava?

Poiché lavoro nella ditta di famiglia, l’idea di lasciare mi sembrava impossibile: avevo paura che non capissero cosa volevo fare. Avevo cominciato a fare battute e osservare le reazioni. Vedendo che erano tranquilli, con calma ho affrontato il discorso. Ho trovato il coraggio di parlare e dalla loro parte non ho trovato un freno o pilastri a bloccarmi: ho cominciato a buttare lì qualche input e parlare della voglia di cominciare a fare dei corsi. Ho tastato il terreno ma non ho detto tutto subito.

Quando ho parlato del sito hanno capito che stavo facendo sul serio, mentre prima avevo l’impressione che non la prendessero del tutto seriamente. Attualmente lavoro ancora con loro ma ora c’è la consapevolezza e l’appoggio del fatto che prenderò la mia strada. La mia famiglia adesso mi chiede delle mie clienti, cosa sto facendo e per me la situazione si è alleggerita, anche per chiedere permessi e ore.

Quale risorsa, che fa parte di te, hai usato in quei momenti di cambiamento e scelta?

Ho avuto la forza di mettere da parte diversi pensieri negativi, come la frase che mi sentivo nella mia mente: “Ma Elena dove pensi di andare?”.
Mi sono sentita dire da altri “Ma che ti metti in testa, come fai a lasciare un lavoro fisso in Svizzera?” ma sono riuscita a sospendere i pensieri depotenzianti e continuare con i corsi.

C’è stata tanta paura di lanciarsi, esporsi, ma sono riuscita ad accantonarla. Ho avuto la forza, forse un’altra persona si sarebbe fatta sopraffare.
La forza secondo me era dovuta alla voglia di fare una cosa mia, di arrivare fino in fondo e tentare. Due anni prima ci avevo già provato e poi avevo desistito, nel 2016 sono andata avanti.

In cosa è speciale Elena?

Penso di essere una persona positiva, diretta, una persona che ti fa stare a tuo agio.
E poi anche sono una persona che riesce a trasmettere la grinta che ho addosso: che sia un cambiamento o un consiglio ad una amica, in generale riscontro che riesco sempre a dare sempre quella scossa per affrontare una determinata situazione o ragionamento.
Diverse volte mi sono sentita dire “grazie che mi hai dato una svegliata, mi hai aiutato a dare una spinta” e questo lo trovo molto speciale.

Lo metto anche nel mio lavoro, nella mia passione: con me le clienti hanno una esperienza completa, senza essere messe su una lente di ingrandimento. Sono professionale ma leggera e divertente. E’ un conoscersi meglio e valorizzarsi ma in maniera easy, non da professoressa.

Cosa è per te l’empowerment?

E’ una forza interna, che tutti abbiamo e devi “solo” scovare.
L’importante è che scoppi: deve scoppiare da dentro e poi viene fuori tutto quello che sei tu.

La vedo un po’ così, nel Giugno 2016 mi è successo: magari non l’ho dato a vedere ma io sono scoppiata dentro.

Prossimo traguardo? Un prossimo salto di qualità nel tuo business o nella tua vita?

Nel lavoro mi piacerebbe lanciare un percorso dalla A alla Z nella consulenza di immagine, entro fine anno. Non un singolo servizio ma un percorso completo: ce l’ho in testa ma ci devo ancora lavorare.
Il resto della mia vita passa in secondo piano perché credo talmente nel mio progetto professionale che adesso il resto aspetta.

Spero che chi legge possa arrivare a capire che anche se fai tanti pensieri a volte negativi, e ti sembra di non potercela fare a seguire il tuo sogno, tutti possono tentare, mettendo da parte le 1500 scuse che ci diamo.
Arrivi ad un certo punto che accumuli e poi sbotti: se non le hai fatte prima le cose poi arrivano nella tua testa, se le volevi davvero.


Sono sicura che altrimenti anche fra dieci anni starei ancora pensando che non avevo provato, e forse passerei il tempo a lamentarmi del tran tran. Magari arriveranno momento duri, ma è una cosa mia che mi piace fare ed è ben diverso. E questo lo riscontro anche parlando con altri.

Qui trovi il sito web di Elena Pasinelli e i suoi contatti.


Che cosa è Storie di empowerment?

E’ un contenitore di esperienze, storie di vita, storie di successo.

L’idea mi è venuta perché spesso online si parla solo dei grandi “big” che ce l’hanno fatta, e spesso il successo viene misurato in fatturato, follower, contatti.


Ma ognuno di noi è un piccolo grande eroe nel quotidiano. Sì, perché sicuramente anche tu hai fatto qualcosa nella tua vita, recentemente o no, nel tuo business o in altri ambiti, che merita di essere raccontato perché è stata una piccola-grande storia di coraggio.


Il successo è già nelle nostre vite, così come l’empowerment che ti ha aiutato a realizzare l’impresa.

Se vuoi candidare la tua esperienza, qui trovi il link per segnalare la tua storia.